
Come ampiamente previsto il passaggio della tempesta atlantica lungo i paesi della MittelEuropa ha apportato una severa fase di maltempo che ha attraversato un pò tutti i paesi dell’Europa centro-occidentale, dalla Francia alla Svizzera, all’Austria e al sud della Germania. La tempesta era associata ad una profonda area depressionaria, che è scesa al di sotto dei 965 hpa, ed è stata accompagnata da furiosi venti occidentali, in genere da SO e O-SO. Il profondo minimo barico al suolo, che si è posizionato nel cuore della Germania, ha richiamato potenti venti da O-SO che dal vicino Atlantico e dal golfo di Guascogna si sono poi spinti nel cuore dell’entroterra francese, sulla Svizzera, in Austria e nel sud della Germania. Venti particolarmente violenti hanno spazzato con grande intensità la medio-bassa troposfera, dai 1000 ai 5000-6000 metri di quota, dove si è disposto un violentissimo getto occidentale che ha spazzato in modo molto intenso le vette dell’arco alpino, dove si sono registrate raffiche di oltre i 160-180 km/h. Sul Santis, in Appenzello, la locale stazione meteorologica avrebbe registrato una raffica di picco di ben 176 km/h. Lungo il versante svizzero e sui rilievi della Baviera e dell’Austria, durante il rapido passaggio del profondo ciclone extratropicale in rapido allontanamento verso la Germania, il fortissimo “gradiente barico” (notevole differenza di pressione) che si è venuto a creare fra i due versanti, ha attivato pure furibondi venti di “Foehn” che hanno battuto con forza i rispettivi fondovalle, con turbolenti folate che hanno creato tanti danni e disagi. Raffiche molto forti, in discesa dalle creste alpine, hanno spazzato pure i principali bacini lacustri svizzeri, con raffiche ad oltre 80-100 km/h. La Compagnia di Navigazione Generale è stata costretta a sospendere tutti i servizi sul lago Lemano e a Losanna le autorita’ hanno annullato il mercatino di Natale. Numerosi pure gli alberi abbattuti dalla furia eolica. Nel Giura bernese diverse persone sono rimaste ferite, fortunatamente in modo lieve, nel deragliamento di due vagoni di un treno fra Tavannes e Tramelan. Il convoglio ha urtato un albero sradicato dalle forti raffiche di caduta che imperversavano in zona da alcune ore. Nel canton Giura un edificio è stato evacuato e diverse strade sono state momentaneamente chiuse alla circolazione dopo la caduta di diversi alberi.
Forti nevicate da sfondamento hanno colpito anche la Valle d’Aosta, ben imbiancato il capoluogo regionale; allerta valanghe
Nella giornata di ieri, durante il passaggio dell’intensa perturbazione atlantica sopra l’arco alpino e sulla MittelEuropa, le fortissimi correnti occidentali, presenti in alta quota, sopra i principali crinali delle Alpi occidentali, hanno favorito il rapido sconfinamento dei nuclei precipitativi presenti sul versante francese e su quello svizzero fino alla Valle d’Aosta e ai sottostanti fondovalle, favorendo delle belle nevicate, a “larga falda”, che per tutto il giorno hanno interessato buona parte del territorio valdostano e la città di Aosta, colpita da una nevicata che si è resa a tratti anche particolarmente fitta. La neve fresca caduta ha ammantato di bianco buona parte della Valle d’Aosta, salvando in exstremis l’andamento della stagione sciistica sotto le festività natalizie. Queste nevicate da “sfondamento” erano state ampiamente previste nei giorni scorsi a causa del passaggio, in quota, dei cosiddetti “massimi di vento” della “Jet Stream”al di sopra dell’arco montuoso alpino. Difatti, molto spesso, in caso di correnti molto forti sopra i 5000-6000 metri (media troposfera), non è escluso che qualche frangie nuvolosa orografica, addossata al versante estero alpino (tra Francia e Svizzera), possa sconfinare dalle creste alpine verso le sottostanti vallata sul versante italiano, tra Valle d’Aosta, alto Piemonte e alta Lombardia, generando delle improvvise e intense nevicate, circoscritte a una determinata area, ulteriormente esaltate dall’effetto risucchio prodotto dai forti e turbolenti venti in quota. Questi fenomeni, alle volte imprevidibili, pur in presenza del “Foehn” (le raffiche di caduta dalle vette alpine) possono causare delle vere e proprie tormente, anche instantenee e di breve durata, ma capaci di lasciare al suolo dei depositi di neve importanti. Le abbondanti nevicate, cadute soprattutto in quota, hanno fatto scattare l’allerta valanghe in tutto il territorio valdostano, tanto che in in gran parte della regione è stato fissato a 4, forte, mentre nella vallata centrale e nella bassa valle il valore è 3, marcato. Il nevoso fresco rimane molto instabile e le turbolenze prodotte dal forte vento in quota rischiano di innescare grandi slavine in aree, già di per se, ritenuto ad alto rischio. Nelle ultime ore delle nevicate hanno interessato anche le montagne Olimpiche dell’alta Val Susa. Oltre 20 cm sono caduti a Sestriere, 15 cm a Cesana-Sansicario e Claviere. Fiocchi bianchi anche a Bardonecchia e Sauze d’Oulx. Grazie a queste nevicate tardive da questo weekend aprono gli impianti anche a Campo Smith.
