Gennaio rischia di essere un altro incubo anticiclonico per parte dell’Italia settentrionale e occidentale

Se è vero – da un lato – come abbiamo ampiamente detto in questi giorni, che le uniche zone d’Italia che godranno di locali e moderate “invernate” saranno quelle del versante adriatico e del meridione, lo stesso discorso si può ribaltare per alcune zone occidentali e settentrionale italiane che dall’ormai lontano Agosto, sono soggette a ripetute fasi anticicloniche tranne casi sporadici alluvionali e freschi.

Infatti ogni elemento, quotidianamente, ci spinge a credere sempre più che questa sarà l’annata del settore Adriatico e dell’Appennino meridionale, dato che l’anticiclone pare non schodarsi con le sue isobare livellate dai settori occidentali del Mediterraneo e del Centro Europa da dove appunto lambisce poi tutto il Nord/Ovest e i settori tirrenici in genere.

Anche a Gennaio, almeno fino a metà mese, sostanzialmente il copione non dovrebbe cambiare, con rischio di irruzioni fredde sempre con asse balcanico a lambire le zone sud/orientali italiane.

Come abbiamo già detto, attorno all’epifania una di queste potrà lambire l’Italia orientale e mantenere un regime freddo, seppur senza eventi  eccezionali, ma comunqnue quanto basta per far assaporare un classico gusto invernale anche con possibili nevicate in Appennino fin a bassa quota.

Certamente diverso il discorso per le zone occidentali soggette sempre ad un regime di alta pressione che pare ad oggi insormontabile e che condizionerebbe a fasi alterne anche il primo mese del 2012.

Quindi racchiudendo con due soli aggettivi questa situazione, potremmo dire, “freddo e nevoso” al centro/sud specie zone orientali e “fresco e secco” al centro/nord zone occidentali, con regime pluviometrico certamente non roseo tra nord/ovest e Regioni centro/settentrionali Tirreniche, anche se qualche pioggia arriverà già lunedì 2, localmente ntensa.

Vedremo come si comporterà l’assetto barico dopo metà mese e a febbraio, e se questo mostro di alta pressione tenterà sortite più nordiche, le quali sono poi quelle che portano gli scambi meridiani con la possibilità del vortice polare di piombare nel Mediterraneo determinando condizioni più invernali per tutto il nostro Paese.