Gli scienziati prevedono entro il prossimo anno un forte terremoto nella città di Christchurch (Nuova Zelanda)

Gli scienziati credono che esista un’alta probabilità che un altro forte terremoto possa colpire la città di Christchurch (Nuova Zelanda), il prossimo anno. Christchurch, seconda città più grande della Nuova Zelanda, si trova già ad affrontare danni considerevoli, pari a 15.800 milioni di dollari, a causa del forte terremoto di magnitudo 6.3 che l’ha colpita nello scorso mese di Febbraio, uccidendo 181 persone e distruggendo gran parte del centro della città. In un recente rapporto di Ottobre gli scienziati avevano stabilito una probabilità del 15% per un terremoto di magnitudo compresa tra 6 e 6.4 nei successivi 12 mesi, contro il 10% del mese precedente. Ora, la probabilità che avvenga un terremoto di magnitudo 5.5-5.9 è stata indicata al 46%, superando un 37% pronosticato poco tempo fa. Questo vuol dire che le probabilità stanno aumentando a dismisura con il trascorrere del tempo. Questo annuncio tuttavia è in contrasto con quanto detto dall’unità governativa di monitoraggio (GNS Science) soltanto un mese fa, che aveva stabilito un calo della percentuale. “Nulla è cambiato all’interno della terra ad aumentare il rischio di un terremoto, è solo che c’è un cambiamento nel modo in cui vengono calcolate le probabilità“, ha dichiarato Kelvin Berryman, il direttore di ricerca sui rischi naturali.

Berryman ha anche affermato che la tecnica di previsione è stata cambiata per riflettere più a lungo il termine di prospettive ora che la sequenza delle scosse di assestamento distano 13 mesi dal terremoto di magnitudo 7,0 iniziale, che ha scosso la città e indebolito le sue infrastrutture. “Le scosse si stanno comportando come previsto. Sono in calo nella frequenza abbastanza rapidamente. Ma ora la possibilità che si inneschino terremoti a distanze maggiori sta diventando una componente di spicco del rischio totale,  traducibile da modelli di previsione più complessi“, ha detto Berryman. Il sisma dello scorso 22 Febbraio ha colpito l’area all’ora di pranzo, quando le strade e le strutture erano piene. Per questo motivo è risultato il terremoto più letale da quando un violento sisma di magnitudo 7.8 colpì la Baia di Hawke nel 1931, causando 256 decessi. La Nuova Zelanda siede sulla cosiddetta “cintura di fuoco”, il confine delle placche tettoniche australiana e Pacifica, che causa fino a 15.000 scosse sismiche ogni anno.