
Mentre lungo l’emisfero boreale si assaporano i primi freddi e le prime vere nevicate invernali, lungo l’emisfero australe scoppiano le grandi ondate di calore che caratterizzano l’avvio della stagione estiva 2011/2012. Proprio nei giorni scorsi una serie di grandi ondate di calore avevano colpito l’Argentina e i territori desertici australiani, con i termometri schizzati sopra la soglia dei +45° all’ombra. Addirittura, in alcuni casi, le rimonte calde dalle aree tropicali sono state talmente intense da permettere l’abbattimento di importanti record di caldo assoluti. Tra quelli più importanti citiamo i +42.4° raggiunti all’aeroporto internazionale della città di Cordoba, in Argentina, e i +49.2° lambiti all’aeroporto di Onslow, nel cuore dell’entroterra desertico del continente australiano. Si tratta in entrambi i casi di record assoluti molto importanti caduti con estrema facilità. Nei giorni scorsi il caldo record che sta interessando diverse aree dell’emisfero australe non ha risparmiato neppure l’Antartide, dove da circa due settimane di fila sono tornate enormi anomalie termiche positive che stanno interessando vaste aree del Polo Sud. Pensate che in alcuni punti della zona costiera del continente antartico il termometro ha sfondato il muro dei +10°, con picchi sino a +11° +12°. Pur trovandoci all’inizio della famosa estate australe ci troviamo dinnanzi a valori estremamente elevati per il clima dell’Antartide, cifre degne di record per l’area e la latitudine.
Come sappiamo l’andamento termico sull’Antartide è legato al trend barico che si viene a realizzare lungo le medio-basse latitudini dell’emisfero australe. Questa intensa fase calda è da imputare ad un quadro configurativo, riconducibile all’azione della “Nina” sul Pacifico equatoriale, che sta favorendo un tipo di circolazione più meridiana, con intensi e veloci scambi di calore tra l’area antartica e le regioni tropicali (a ridosso del tropico del Capricorno). Questo tipo di circolazione, prevalentemente meridiana, favorisce la formazione di grosse ondate mobili di calore che dalle latitudini tropicali si muovono molto velocemente verso i mari sub-antartici e le coste del Polo Sud, mentre contemporaneamente, su altre aree, accade anche l’opposto. Ossia lo scorrimento di flussi d’aria molto fredda che dalle coste antartiche risalgono verso le latitudini sub-tropicali e tropicali, portando dei bruschi e improvvisi raffreddamenti in aree caratterizzate da un clima molto caldo, specie durante la stagione estiva. Nei giorni che hanno preceduto il Natale le coste dell’Antartide, lungo il mar di Ross, sono state investite da una ritornante di correnti molto miti e umide provenienti dal Pacifico meridionale. L’aria mite, di origine oceanica, ha provocato un brusco rialzo termico lungo le aree costiere che si affacciano sul mar di Ross, tanto da convogliare isoterme prossime ai -5° +0° alla quota di 850 hpa lungo la costa di Ross. Una parte di questo flusso mite oceanico di ritorno è riuscita a penetrare nel cuore del Plateau ghiacciato, generando un consistente rialzo termico che è stato avvertito da parecchie basi scientifiche durante il giorno di Natale. In qualche caso il rialzo termico è stato davvero notevole, tanto da permettere l’abbattimento di alcuni record assoluti per le rispettive stazioni.
Davvero incredibili i –12.3° stabiliti dalla base di Amundsen Scott che stabiliscono il nuovo record assoluto per la stazione. Anche i -8.2° di Nico e i -10.0° di Henry rappresentano i nuovi record assoluti di caldo per le rispettive stazioni. Ma basta dare una occhiata alle temperature massime registrate in diverse stazioni antartiche, nella giornata di Natale, per capire la portata di questa ondata di calore nel cuore del Polo Sud; Casey Skiway Scout +8.1°, University Wi Id 8984 Possession Island +5.3°, University Wi Id 8915 +4.3°, Casey Haupt Lunata +4.0°, Base Esperanza +3.2°, Casey +3.1°, Base Jubany +3.0°, Base Baia Terra Nova +2.9°, McMurdo +2.5°, Mawson +1.8°, Great Hall +1.7°, Maitri +1.6° e Leningradskaja +1.5°. Si tratta di temperature molto elevate, abbondantemente sopra le medie stagionali, anche per l’estate. Da sottolineare pure come le temperature più basse rilevate all’interno del Plateau ghiacciato non siano scese al di sotto dei -37°. Ieri la minima più bassa è stata toccata dalla stazione University Wi Id 8982 Dome Fuji che è scesa sotto i -36.7°, mentre Davis Lgb 46 Aws (a circa 2354 metri di quota) ha realizzato una minima di appena -36.2°. La stessa Vostok ha segnato un -34.8°, anche se giorno 23 la minima era stata di soli -31.5° a causa di una sostenuta ventilazione da S-SO. Il caldo nei prossimi giorni dovrebbe essere prontamente rimpiazzato da un raffreddamento indotto dalla discesa di forti e freddi venti dall’altopiano ghiacciato interno, i meglio noti venti “Catabatici“, che dovrebbero quantomeno far abbassare i valori termici dopo i picchi di caldo che hanno caratterizzato il giorno di Natale. Siamo certi che nelle prossime settimane, durante il periodo estivo, con il perdurare di tale quadro configurativo che vede un rallentamento delle impetuose “Westerlies” sui mari australi, torneremo a parlare di nuove intense ondate di calore dirette verso il continente antartico.