Il maltempo sferza i Balcani e la Grecia, copiose nevicate sui monti e venti di tempesta sullo Ionio

La profonda area depressionaria mentre si allontana verso il mar Egeo

Il minimo depressionario che nella giornata di ieri ha portato severo maltempo sulle estreme regioni meridionali, con abbondanti nevicate sui principali comprensori montuosi di Sicilia e Calabria, si è allontanato sulle coste greche occidentali, dove sta provocando un brusco peggioramento, con forti nevicate fin dalle basse quote su Macedonia e sulla Grecia settentrionale. In queste ore forti nevicate stanno interessando la Macedonia, la Serbia meridionale, le aree montuose interne dell’Albania e della Grecia settentrionale, dove la neve cade a quote di medio-alta collina. In montagna, tra Serbia, Macedonia e sui rilievi del Pindo e dell’Epiro, sono in atto vere e proprie bufere che rischiano di scaricare ingenti accumuli nivometri. Nelle prossime ore il profondo minimo barico si sposterà verso il mar Egeo, causando un ulteriore rinvigorimento del maltempo in tutta l’area ellenica, dove sono attesi rovesci di pioggia e temporali, anche intensi, con grandinate e forti raffiche di vento, ad oltre i 70-80 km/h. Temporali intensi sono previsti tra Attica e Peloponneso, dove subentrerà anche un consistente calo dei valori termici dalla nottata successiva. Attualmente forti temporali e rovesci di pioggia sono segnalati lungo le isole del mar Egeo, causa la presenza nei bassi strati di uno scorrimento di aria molto umida da S-SE che contrasta con i refoli d’aria più fredda in discesa dalla Macedonia verso il nord della Grecia. I forti contrasti termici che si vengono a creare stanno dando i natali a frequenti cellule temporalesche che risalgono l’Egeo da S-SE. Con l’avvicinamento dell’area depressionaria, in alcune aree del Peloponneso occidentale i barometri sono scesi sotto la soglia dei 998 hpa, segno dell’ulteriore approfondimento del vortice depressionario durante il tragitto lungo lo Ionio.

Venti di burrasca, con rinforzi di tempesta, rendono lo Ionio molto agitato, fino a localmente grosso a largo, con onde alte più di 5.0 metri

Il minimo, sotto i 998 hpa, sta richiamando, al suo seguito, venti molto forti di Maestrale e Tramontana che si stanno buttando verso lo Ionio, attivando autentiche tempeste in mare aperto, con venti fino a 90-100 km/h (sul Salento come previsto si sono toccati i 90 km/h) che stanno rendendo lo Ionio molto agitato (forza 6) fino a localmente grosso (forza 7), con onde alte più di 5.0-6.0 metri nel tratto davanti le isole Ionie. In nottata le grandi onde in formazione sullo Ionio si propagheranno anche al mar Libico, generando delle mareggiate da onda lunga lungo le coste della Cirenaica. Le pessime condizioni meteo/marine stanno causando gravi disagi alla navigazione marittima sullo Ionio. Numerose navi di media e piccola stazza, per evitare i fortunali, stanno cercando di trovare dei ripari dietro le calette riparate delle isole Ionie o sotto le coste del Peloponneso. Le forti burrasche entro la serata raggiungeranno anche la punta del Peloponneso e l’isola di Creta, con venti molto forti da O-NO che causeranno intense mareggiate sulle coste occidentali. Ma venti davvero impetuosi, di caduta dai rilievi del vicino retroterra, stanno flagellando buona parte delle coste croate, in particolare i litorali della Dalmazia, dove sono in atto delle furiose tempeste di Bora che sfociano verso il medio-basso Adriatico, rendendolo agitato, per raggiungere di seguito le coste di Molise, Puglia e Calabria sotto intensi e freddi venti di Tramontana. Difatti il vortice Ellenico, sceso sotto i 998 hpa, sta aspirando con forza le masse d’aria fredde e pesanti che si sono posate sopra la regione carpatico-danubiana e i Balcani nei giorni scorsi. L’aria fredda è costretta a sollevarsi e superare i rilievi della Bosnia Erzegovina e della Croazia per riversarsi sulle coste della Dalmazia sotto furiosi e freddi venti di caduta da NE, con caratteristiche simili a quelle della Bora che colpisce Trieste e l’area del golfo. In diverse località le raffiche di caduta avrebbero superato i 100-110 km/h. A Dubrovnik (in italiano conosciuta come Ragusa di Croazia), duramente sferzata dai fortissimi venti di caduta, poco fa è stata registrata una raffica di ben 115 km/h da N-NE. I bassi tassi dell’umidità relativa, attestati sul 32-34 %, indicano la presenza di intensi venti cataibici in tutta l’area attorno la città di Dubrovnik (Ragusa). Qui i forti venti da NE e N.NE continueranno a soffiare davvero impetuosi fino alla serata successiva, con raffiche fino a 110 km/h.

Forti nevicate investiranno dalle prossime ore le montagne bulgare

Intanto dalla serata il maltempo si sposterà verso l’isola di Creta e le coste occidentali turche, con piogge, rovesci e temporali sparsi, anche di forte intensità. L’intenso corpo nuvoloso, ora sopra la Grecia e il mar Egeo, si sposterà più verso est, favorendo un netto peggioramento delle condizioni meteo, oltre che sull’ovest della Turchia, pure sulla Bulgaria, dove si prevedono intense nevicate fino a bassissima quota, con accumuli ingenti sulle aree montuose occidentali. La congeniale ventilazione orientale, proveniente dal mar Nero, dovrebbe scaricare persistenti nevicate su buona parte del territorio bulgaro. Tanta neve è attesa pure nella capitale Sofia, ad oltre 500 metri di altezza, dove sta cominciando a nevicare debolmente con appena -1°. Se già nevica quasi a ridosso dei 200 metri, figuriamoci quanta neve potrà cadere sulle montagne interne, vere e proprie badilate, con accumuli molto abbondanti in quota. Nel corso della giornata di domani l’area di bassa pressione dal mar Egeo si muoverà verso le coste della Turchia occidentale, andandosi gradualmente a colmare, con un minimo al suolo pronto a salire sopra i 1006-1008 hpa. Il maltempo interesserà più direttamente la Turchia con piogge, rovesci e temporali, anche grandigeni, sulle coste occidentali e meridionali, mentre sulle zone montuose e sull’altopiano Anatolico centro-occidentale cadrà tanta neve fresca sui rilievi fino alla giornata di sabato, vigilia di Natale. Entro sabato probabile imbiancata anche per la capitale Ankara e per molti centri e città della Turchia centrale, sopra gli 800-1000 metri di quota. Le nevicate più intense dovrebbero interessare la catena montuosa del Ponto, molto ben esposta alle fredde correnti settentrionali, in arrivo dal mar Nero, richiamate dal vortice depressionario posizionato tra il golfo di Adalia e l‘isola di Cipro. Freddo e gelo persisteranno fino al giorno di Natale e Santo Stefano in tutta l’area balcanica e sull’Europa centro-orientale, con valori ampiamente negativi durante le ore notturne.

Ankara sotto la neve (foto di archivio)