
“E non va meglio ai ciclisti – prosegue – con solo 1,68 metri eq./100 abitanti per le piste ciclabili che addirittura diminuiscono con i nuovi criteri piu’ restrittivi di quest’anno. La Capitale supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana per la concentrazione di biossido di azoto (NO2) con 54,1 microgrammi, mentre calano le polveri sottili PM10”. “Sul fronte idrico – conclude – Roma va piuttosto male, con consumi molto superiori alla media italiana, scivolando all’ultimo posto tra le citta’ grandi, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino romano, e assurde perdite d’acqua nella rete del 27% e l’efficienza del sistema di depurazione che passa dal 97% al 90%. Registra la peggior performance tra i 15 grandi capoluoghi con ben 1.375 kWh/abitante al giorno per i consumi elettrici domestici”. ”Roma deve vincere immobilismo e scelte sbagliate – aggiunge Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Per vincere sulla crescita della produzione di rifiuti servono politiche per la riduzione e il riuso e una differenziata che punti ovunque sul porta a porta piuttosto che nuove discariche, bisogna scegliere la via della limitazione del traffico privato e del potenziamento di quello pubblico per battere traffico e smog con nuove pedonalizzazioni e Ztl, puntare per l’acqua dopo i referendum su gestioni pubbliche e partecipate colpendo mancata depurazione e perdite di rete”.
Legambiente critica su Roma: “è 65^ in Italia per parametri ecologici”
