Agire subito per combattere l’acidificazione degli oceani. E’ questo l’appello lanciato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), anche in vista della prossima conferenza globale sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro (Rio +20) dell’anno prossimo. Secondo gli esperti dell’Iucn, questo fenomeno non puo’ rimanere escluso da dibattiti internazionali sui cambiamenti climatici e l’ambiente, ma deve entrare a pieno titolo fra le priorita’ del summit di Durban. ”Il continuo incremento della CO2 emessa nell’atmosfera ogni giorno – spiega Dan Laffoley dell’Iucn – sta modificando i nostri oceani e aumentando la loro acidita’, con un impatto drammatico sulla vita marina. Questo fenomeno potrebbe avere effetti gravi anche sulla vita umana in futuro”. Secondo l’esperto ”solo riducendo le nostre emissioni di CO2 e aumentando la protezione dei mari per rafforzare la loro possibilita’ di ripresa potremo effettivamente affrontare il problema. I politici a Durban e a Rio il prossimo anno devono prenderne atto e prendere azioni appropriate”. Il taglio della CO2 e’ proprio uno degli obiettivi della Convenzione sul Clima dell’Onu e quindi agire su questo fronte avrebbe effetti anche per combattere la crescente acidificazione degli oceani. Ogni anno gli oceani assorbono circa il 25% della CO2 emessa e la sua acidita’ e’ cresciuta del 30% dall’inizio della rivoluzione industriale e la stima e’ che il fenomeno proceda a ritmi sempre piu’ elevati nei prossimi decenni. L’emergenza dei mari provoca danni agli organismi che li abitano, a partire da molluschi, crostacei, barriere coralline e vari tipi di plancton. ”La capacita’ di assorbimento della CO2 da parte degli oceani – conclude Carol Turleu, esperta del programma di ricerca sull’acidificazione degli oceani della Gran Bretagna – mette a repentaglio la sua futura salute, la sua biodiversita’ e la sua abilita’ di continuare a fornire cibo e sviluppo economico sostenibile. Il problema richiede un’azione ora, prima che sia troppo tardi”.
