
Poche speranze per chi contava di aprire la stagione sciistica al ponte dell’Immacolata: ”il primo vero freddo arrivera’ in Italia il 10 dicembre” ha detto all’ANSA il ricercatore dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr Massimiliano Pasqui, nel precisare che ”da qui al 10 avremo tempo instabile con precipitazioni al Centro Nord su tutta la costa tirrenica, isole di Sardegna e Sicilia comprese. Ma niente da fare per la neve prima. Solo dopo il 10 arriva la prima ondata fredda con neve in bassa quota nell’area della pianura padana e sull’Italia nord orientale”. ”Un paio di impulsi perturbati, previsti su Svizzera e Austria, porteranno tuttavia neve – ha annunciato l’esperto del Cnr – oltralpe, ma non sul versante italiano dell’arco alpino. Laddove, sara’ il terzo impulso di perturbazioni, tra l’11 e il 12 dicembre, ad essere in grado di entrare nel Mediterraneo con neve a bassa quota, e nel settore orientale. Mentre sugli Appennini bisogna aspettare ancora un po’, previsto un primo innevamento il 13 dicembre del tratto tosco-romagnolo”.
Tardiva e’ stata la rottura della stagione estiva: si e’ avuta solo a meta’ ottobre. E novembre e’ stato molto eterogeneo, ha osservato poi Pasqui, con alluvioni-lampo, eventi (non giornate) alluvionali ”molto intensi e molto locali per il passaggio di perturbazioni cicloniche sul Mediterraneo che hanno scaricato sul litorale tirrenico, il Piemonte, il sud della Francia”. Il resto dell’Italia, ”di acqua ne ha visto poca” ha aggiunto Pasqui, concordando con l’allerta di Coldiretti per la ”siccita’ d’autunno”, soprattutto sul versante adriatico e l’Appennino centrale. Avere un deficit idrico nei mesi (novembre e dicembre) in cui la pioggia dovrebbe scendere di piu’, ha detto, ”preoccupa sul proseguo della stagione, e altera le colture, con primi danni registrati sulla raccolta delle olive”. In realta’ nel vecchio continente, ha sottolineato il ricercatore, ”e’ stata molto ampia la zona di deficit idrico, addirittura dall’Atlantico al Mar Nero, comprendendo Danimarca, Germania, Polonia, fino alla Turchia e la Grecia che hanno vissuto un deficit idrico particolarmente intenso”. Su gran parte dell’Europa registrate a novembre, ha rilevato Pasqui, ”temperature al di sopra della media, con una anomalia positiva tra 1 e 3 gradi alla superficie, che e’ un segnale importante di allontanamento dalla media del valore giornale. Aria piu’ mite ovunque, ad eccezione dei versanti adriatici dove le temperature sono state in linea”. A livello globale, ha concluso, ”il fatto che il 2011 sia nella top ten Omm degli anni piu’ caldi, e malgrado la Nina cioe’ il raffreddamento esteso nel Pacifico benche’ mite quest’anno, significa che bisogna mantenere alta l’attenzione sui cambiamenti climatici”.