
”In media una nuova specie viene scoperta ogni due giorni”, riferisce la relazione “Wild Mekong” (”Mekong selvaggio”), in quest’area di straordinaria biodiversita’ che comprende Vietnam, Cambogia, Laos, Thailandia, Birmania e la provincia cinese dello Yunnan. Nel dettaglio si tratta di 145 piante, 28 rettili, 25 pesci, 7 anfibi, due mammiferi e un uccello scoperti nel 2010 che si aggiungono a 1.345 altre specie identificate dagli scienziati a partire dal 1997.
Il WWF ricorda la nuova scoperta del geco “psichedelico”, di colore giallo brillante con le gambe e la coda blu arancio. Molte specie “stanno lottando per sopravvivere in habitat che si restringono sempre di piu’, altre sono destinate a finire come prelibatezze esotiche in alcuni piatti”, ha dichiarato Stuart Chapman del WWF. Ad esempio la lucertola che si riproduce per clonazione si trova nel menu di un ristorante in provincia di Ba Ria Vung Tau, nel Vietnam meridionale.
“I tesori della biodiversita’ nella regione andranno persi se i governi non investiranno nella conservazione e nel mantenimento della biodiversita'”, avverte il Wwf. Questo rischio e’ diventato realta’ in Vietnam nel 2010, con la morte dell’ultimo esemplare del rinoceronte di Giava perché le corna sono ingredienti ambiti nella medicina tradizionale asiatica. In pericolo sono anche la tigre e l’elefante, il pesce gatto gigante del Mekong, i delfini. Il WWF ha quindi chiamato i Paesi del Mekong ad “accelerare gli sforzi verso un’economia verde”.
