
Lungo le coste del medio-basso Adriatico e sulle regioni meridionali le temperature sono previste in ulteriore calo già a partire dalle prossime ore per l’avvento di un nuovo nucleo di aria piuttosto fredda dalla regione carpatico-danubiana e dai vicini Balcani. Specifichiamo subito che non si tratta di una vera e propria retrogressione da nord-est, bensì del risucchio “forzato”, ad opera dell’area depressionaria in spostamento verso la Grecia e il mar Egeo, di una massa d’aria fredda, di vecchie origini artico-marittime, che nei giorni scorsi è scivolata dal nord Atlantico verso il mar del Nord e la MittelEuropa, penetrando fino al cuore della regione carpatico-danubiana e sui Balcani. Entro la mattinata il minimo barico, stimato sui 1002-1000 hpa, si porterà sulla Grecia, favorendo l’automatico richiamo dell’aria fredda presente sopra l’area balcanica verso le nostre regioni centro-meridionali, sotto intensi venti di Tramontana e Maestrale che andranno a sferzare il medio-basso Adriatico, il basso Tirreno, soprattutto il settore orientale, e lo Ionio, con vere e proprie burrasche. Quando il vortice di bassa pressione si sarà spostato sul mar Egeo, lungo le nostre regioni centro-meridionali prenderà forza un sostenuto richiamo di aria molto fredda che dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia, dall’Ungheria e dai Balcani si muoverà verso il medio-basso Adriatico e il Tirreno, tramite intensi e freddi venti di Tramontana e Maestrale, messi in moto dalla Egeo low. Il notevole “gradiente barico” (differenza di pressione tra due aree geografiche) che si verrà a formare fra la penisola Iberica, sede di un nucleo anticiclonico con massimi di oltre i 1030 hpa, e la Grecia e l’Egeo, interessate da una circolazione ciclonica sui 1002 hpa (o poco sotto), innescherà l’attivazione di una intensa ventilazione dai quadranti settentrionali che dai rilievi della Bosnia Erzegovina e dalle coste croate si proietterà rapidamente verso il medio-basso Adriatico con forti venti di Tramontana, fino a 60-70 km/h, che già dalla tarda mattinata investiranno le coste di Abruzzo, Molise e Puglia, piegando più verso nord-ovest sullo Ionio e golfo di Taranto, mentre forti raffiche di Tramontana raggiungeranno pure la Campania, come vento di caduta dall’Appennino, e le coste della Sicilia tirrenica, tra palermitano e messinese, attivando pure delle mareggiate, con marosi alti più di 2.5-3.0 metri sul basso Tirreno.
Le correnti di Tramontana si intensificheranno dalla tarda mattinata iniziando ad attraversare tutto il medio-basso Adriatico, battendo le coste dell’Abruzzo meridionale, il Molise, specie la zona di Termoli, il promontorio garganico e tutta la Puglia, dal foggiano e barese fino al brindisino e al leccese, addensando una nuvolosità irregolare lungo il versante orientale dell‘Appennino Meridionale, mentre lungo le coste tirreniche i cieli rimarranno limpidi e maggiormente soleggiati. Proprio sul Salento dovremmo registrare le raffiche più forti, in genere da N-NO o Nord, con punte di oltre i 70 km/h, localmente anche 80 km/h nel brindisino. Raffiche davvero intense sferzeranno pure le coste dell’alta Calabria ionica, fra cosentino e crotonese, e tutto il golfo di Taranto, dove si attiveranno delle burrasche, anche intense. Nel corso della mattinata i freddi venti di Tramontana scavalcheranno i monti del Sannio, l’Appennino Campano e Calabro-Lucano, per riversarsi sulle coste della Campania, fra napoletano e salernitano, come raffiche di caduta, anche intense, da N-NE, con punte sui 60-70 km/h e possibilità di temporanee burrasche lungo il golfo di Napoli e sul basso Tirreno orientale. Gli intensi venti da Nord nel corso del pomeriggio si butteranno sul basso Tirreno per raggiungere le coste della Sicilia settentrionale sotto una forte componente, tra Nord e N-NO, che investirà le coste del palermitano e del messinese, con raffiche di oltre i 60-70 km/h. Venti molto forti, da Nord, sferzeranno pure l’arcipelago eoliano, provocando l’interruzione dei collegamenti marittimi per il mare forza 5 e l’impossibilità di attracco per le sostenute risacche. Sull’area dello stretto di Messina la ventilazione settentrionale si intrufolerà dal pomeriggio con una componente, piuttosto rafficata, da N-NO, che provocherà un brusco abbassamento termico, reso ancora più pesante dalle forti folate che potranno raggiungere pure i 60 km/h lungo la riva reggina, meglio esposta.
Venti da Nord, molto forti, spazzeranno anche le cime dell’Appennino Campano, Lucano, Calabrese e i rilievi della Sicilia settentrionale, determinando anche dei fenomeni di “scaccianeve”, con spettacolari soffiate lungo le cime e sui versanti esposti a nord. L’intensa ventilazione dai quadranti settentrionale renderà tutti i bacini meridionali, in particolare il basso Adriatico, Canale d’Otranto, basso Tirreno orientale e mar Ionio da molto mossi ad agitati, con onde alte fino a 2.5-3.0 metri. Lo Ionio a largo potrà divenire localmente molto agitato, con onde alte più di 3.0-4.0 metri. Nel corso del pomeriggio sono attese delle mareggiate lungo le coste del Molise, sul promontorio garganico, sulle coste del barese e brindisino e sui litorali della Sicilia settentrionale, fra palermitano e messinese tirrenico, per onde di “mare vivo” da Nord. I freddi e intensi venti di Tramontana andranno pian piano ad attenuarsi dalla giornata di domani, ad iniziare dal basso Tirreno, con una sostenuta ventilazione da Nord solo su medio-basso Adriatico, Canale d’Otranto e Ionio. Ma anche qui dal tardo pomeriggio/sera le correnti settentrionali andranno a scemare, lasciando nei bassi strati aria piuttosto fredda e pesante che farà abbassare ulteriormente i valori termici. Con l’attenuazione del vento anche il moto ondoso andrà a scadere dal pomeriggio di domani, con mari che da agitati passeranno a molto mossi, tranne lo Ionio a largo che risulterà ancora agitato, con marosi sui 3.0 metri diretti verso il mar Libico.