
Il mistero del motivo per cui il campo magnetico di Mercurio possa essere così debole potrebbe essere stato risolto: sarebbe soffocato dal vento solare. Parola di ricercatori. Mercurio e la Terra sono gli unici pianeti rocciosi nel sistema solare a possedere un campo magnetico globale, e per anni gli scienziati sono stati perplessi sul perché quello di Mercurio fosse così fragile. Turbolenti nuclei di ferro fuso generano campi magnetici, e visto quanto straordinariamente ricco di ferro sia Mercurio in relazione alle sue dimensioni – il suo cuore metallico può comprendere due terzi della massa di Mercurio, due volte il rapporto rispetto alla Terra, Venere o Marte – il pianeta più interno dovrebbe avere un campo magnetico 30 volte più forte di quello che la sonda spaziale MESSENGER della NASA sta rilevando. Per studiare il campo magnetico di Mercurio, i ricercatori hanno creato delle simulazioni computerizzate in 3-D dell’interno del pianeta e del vento solare, il diluvio di particelle energetiche provenienti dal Sole che bombarda costantemente il proprio pianeta più vicino. I modelli al computer suggeriscono che la distribuzione del nucleo di ferro fuso di Mercurio dovrebbe amplificare il campo magnetico fino a livelli simili a quelli rilevati sulla Terra, in un cosiddetto processo di dinamo come quello all’interno del nostro pianeta. Tuttavia, il vento solare impedisce probabilmente che ciò accada. Lo studio ha scoperto che il vento solare devia le particelle cariche nella magnetosfera di tutto il pianeta. Il campo magnetico della magnetosfera arriva fino al nucleo di Mercurio, limitando la forza del campo creato dall’interno. “L’accoppiamento magnetico tra la magnetosfera e la dinamo all’interno planetario produce una dinamo indebolita che può spiegare la debolezza enigmatica del campo magnetico di Mercurio“, ha detto l’autore dello studio Daniel Heyner, fisico presso l’Università Tecnica di Braunschweig, in Germania. Gli scienziati hanno in programma di testare l’accuratezza dei loro modelli usando dati sul campo magnetico di Mercurio e della magnetosfera raccolte da MESSENGER e dalla missione europea BepiColombo che sarà lanciata nel 2014. Il crescente numero di pianeti alieni che gli astronomi stanno scoprendo attorno a stelle lontane potrebbero anche offrire intuizioni su come la dinamo planetaria sia controllata dal vento stellare di stelle che si trovano in una fase evolutiva diversa rispetto al nostro Sole. Heyner e i suoi colleghi hanno divulgato in dettaglio i loro risultati nel numero di oggi della rivista Science.