L’ondata di freddo e maltempo, possiamo dirlo, è ormai iniziata sull’Italia dopo le bufere di libeccio delle scorse ore e il crollo termico verificatosi in nottata. Sull’Appennino centrale sono segnalate nevicate a partire dai 400 metri di quota, con fiocchi caduti a Rieti e L’Aquila oltre che in molte altre località collinari di Abruzzo, Umbria, Toscana e Lazio. Nella notte abbiamo avuto piogge anche intense su tutta l’Italia Tirrenica, dalle Cinque Terre alla Toscana, dal Frusinate fino allo Stretto di Messina. E’ stato l’arrivo frontale dei primi nuclei freschi, ma l’ondata di freddo entrerà nel vivo solo da stasera, quando per ciclogenesi Mediterranea si formerà un minimo di bassa pressione intorno all’isola d’Elba profondo circa 1007 millbàr e provocato dai contrasti termici tra le masse d’aria gelida in arrivo da nord/est e quelle persistenti ai bassi strati, da settimane superiori rispetto alle medie del periodo. Nel corso della giornata di domani, domenica 18 dicembre, questo centro di bassa pressione scivolerà giù verso l’Italia dapprima lungo la costa Tirrenica fino alla Campania, e poi lungo l’Appennino arrivando in Puglia nella mattinata di lunedì 19 dicembre. In questa fase l’Italia sarà invasa dai nuclei più freddi con temperature di -36°C a 500hPa in pianura Padana e fino a -33°C alla stessa quota in Sicilia. Al suolo arriverà il vero e proprio gelo al centro/nord, dalle Marche in sù, mentre al centro/sud farà sì freddo ma senza picchi esageratamente bassi. La situazione più interessante non sarà quella delle temperature, quanto invece quella delle precipitazioni.

Come abbiamo già visto in queste ore, la neve cade a quote molto basse nonostante l’assenza di un vero gelo ai bassi strati, perchè il tipo di aria che sta invadendo l’Italia è di origine groenlandese, è di tipo polare marittimo e ha due precise caratteristiche: non è freddissima ma è molto secca, quindi consente alla precipitazione di essere nevosa anche con temperature di diversi gradi superiori allo zero (ieri ad Aosta sono caduti 30cm di neve con la colonnina di mercurio sempre tra +2 e +3°C, e anche oggi nel Lazio collinare nevica con temperature simili e anche più alte!); e durante le precipitazioni si riversa facilmente dalle alte quote ai bassi strati, facendo ulteriormente diminuire le stesse temperature. E di precipitazioni, a causa della cicolgenesi di cui abbiamo già parlato che determinerà la nascita di una vera e propria Depressione Italica, ce ne saranno eccome. Tra domani e lunedì ci aspettiamo abbondanti nevicate su tutta la dorsale Appenninica, dall’Emilia Romagna alla Sicilia, a quote che oscilleranno sin dalla pianura in Romagna dove ci potranno essere fioccate o imbiancate appunto anche al piano, fino ai 500/600 metri della Sicilia, dove il “clou” però sarà un pò dopo, tra lunedì 19 e martedì 20, quando l’aria fredda arriverà all’estremo sud. Anche in Calabria e Sicilia, in quella fase, non sono da escludere rovesci nevosi fino a 400 metri di quota durante le fasi più intense delle precipitazioni. Comunque su tutto l’Appennino cadrà molta neve, e su entrambi i versanti, sia in quello Adriatico che in quello Tirrenico, in quanto il minimo si disporrà in una posizione tale che ce ne sarà un pò per tutti anche se è chiaro che soltanto il nowcasting potrà aiutarci a capire quali saranno le zone più o meno colpite dalle precipitazioni. Un nowcasting appassionante, quindi, quello che inizierà stasera/notte con la ciclogenesi sull’Elba (la famigerata “Elba-Low“), e che continuerà fino a martedì mattina con le ultime nevicate nel medio/basso Adriatico e nel basso Tirreno fin dalle quote collinari.
Ma attenzione, perchè non sarà finita qui! Infatti proprio mentre questo vortice depressionario tutto “Made in Italy” si allontanerà verso i Balcani, la nostra Penisola sfornerà un nuovo centro di bassa pressione sempre per ciclogenesi Mediterranea. Stavolta dovrebbe trattarsi di una “Genova Low” che dovrebbe verificarsi nella mattinata di martedì 20 dicembre. L’uso del condnizionale è ancora d’obbligo perchè mancano 3 giorni e il posizionamento della ciclogenesi potrebbe cambiare. Secondo gli ultimi aggiornamenti, questo nuovo centro di bassa pressione si muoverebbe lentamente verso sud nel Tirreno nel corso della giornata di martedì 20, arrivando in tarda serata sulla Sicilia e attraversandola nella notte successiva, portandosi così poi nel mar Jonio nella prima fase della giornata di mercoledì 21. Questo nuovo centro di bassa pressione determinerà la persistenza ulteriore del freddo in tutt’Italia, specie al centro/nord e nelle Regioni Adriatiche tutte, e soprattutto un’intensificazione del maltempo su Sardegna, Sicilia e Calabria e probabilmente anche su altre Regioni del centro/sud, come Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. In questa fase si potrebbero verificare, almeno all’estremo sud, le precipitazioni più intense anche se la quota neve sarà un pò più alta, intorno ai 1.000 metri in Sicilia, ai 700/800 metri in Calabria e ai 300/600 metri nel resto del centro/sud, ma con accumuli davvero copiosi.
Poi anche questa perturbazione, tra il pomeriggio/sera di mercoledì 21 e in modo definitivo nella giornata di giovedì 22, si allontanerà verso sud/est scrivendo la parola “fine” a quest’irruzione di freddo accompagnata da tanti giorni di maltempo e instabilità, in attesa di un possibile ritorno di freddo e neve proprio nei giorni di Natale, dopo una breve pausa di 48 ore.
Ma per adesso concentriamoci sull’ondata di maltempo e freddo in atto, sta per iniziare la fase “clou” del nowcasting: Per monitorare in tempo reale l’evoluzione meteorologica vi consigliamo le nostre pagine del nowcasting: satelliti, situazione, fulminazioni, radar e webcam.
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