La situazione meteorologica in Italia è in queste ore spiccatamente invernale, con freddo secco nelle Regioni Tirreniche e al nord e, invece, instabilità diffusa nelle Adriatiche e al sud, dove soffiano furiosi venti settentrionali a causa di un profondo centro di bassa pressione tra lo Jonio e la Grecia con un minimo di 1.000 millibàr. I forti venti settentrionali determinano una sensazione di freddo davvero notevole, con una temperatura percepita ancor più bassa della temperatura “reale”, già di per sè inferiore rispetto alle medie del periodo.
Come abbiamo già scritto sulle pagine del nostro Meteo-Notiziario, situazione tra domani e sabato mattina avremo un momentaneo miglioramento della , prima di un nuovo peggioramento natalizio che porterà instabilità diffusa al centro nel pomeriggio/sera di sabato 24 e poi al sud nel giorno di Natale, domenica 25, con piogge e qualche temporale. Le temperature diminuiranno nuovamente dopo la fisiologica risalita di domani e sabato (anche se al sud domani sarà ancora freddo, specie al mattino), anche se non scenderanno sui valori bassi di questi ultimi giorni e la neve cadrà solo sui rilievi,a quote medio/alte.
L’evoluzione meteorologica post-natalizia, però, è ancora più interessante: con la formazione di un minimo di bassa pressione a ridosso del basso Tirreno proprio nel giorno di Natale, si potranno creare le condizioni affinchè il freddo presente sui Balcani venga nuovamente richiamato sull’Italia meridionale nella giornata di Santo Stefano, lunedì 26, con temperature in notevole caloda nord/est: mentre al centro/nord continuerà a splendere il sole, per il sud ci sarà una nuova occasione di nevicate Appenniniche.
Tra lunedì 26 e martedì 27 è possibile che una goccia fredda si isoli sullo Jonio e attraversi Calabria e Sicilia portandosi poi in Tunisia, provocando nuovi eventi precipitativi con forti venti di grecale sullo Jonio. Questa situazione potrebbe provocare condizioni di forte maltempo all’estremo sud, con temperature decisamente basse e quindi nevicate fin dalle quote collinari. Ovviamente si tratta solo di un’ipotesi che ha ancora bisogno di analisi e conferme, soprattutto per quanto riguarda i dettagli dell’evoluzione. E’ chiaro che il principale obiettivo dell’asse freddo proveniente da nord sia quello dei Balcani, con possibili eventi nevosi fin in pianura sulla penisola Balcanica, appunto. Ma, come abbiamo già scritto, anche l’Italia potrebbe essere coinvolta, e pure nei giorni successivi si potrebbero susseguire altre discese gelide sui Balcani che potrebbero arrivare a interessare l’Italia, specie nei suoi settori sud/orientali.
Il clima sul nostro Paese, quindi, dovrebbe rimanere freddo fino a fine anno, anche se complessivamente secco con dei fenomeni solo al sud, in attesa di una vera svolta barica stagionale a livello Europeo che, come ripetiamo da tempo, potrebbe arrivare con un mesetto di ritardo, manifestandosi a gennaio in coincidenza con il fisiologico rallentamento della corrente a getto che alimenta le perturbazioni Atlantiche e il flusso zonale e raggiunge il suo picco massimo annuo proprio nell’ultima decade di dicembre.
Quest’inizio d’inverno è promettente, in termini di freddo e neve, solo in un contesto locale (al centro/sud), in una situazione generale di forte anticiclone delle Azzorre sull’Europa centro/occidentale (da non dimenticare l’emergenza siccità sempre più grave in alcune aree d’Italia, specie in Emilia Romagna!).
