Nella giornata di ieri, durante l’infuriare dei venti di Libeccio, che hanno battuto con particolare intensità tutto il bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo, dalle Baleari al golfo di Genova, i mari ad ovest della Sardegna e della Corsica, cosi come una buona parte del mar Ligure, soprattutto a largo, si sono presentati da molto agitati, forza 6, fino a grossi, forza 7 della scala Douglas (spesso confusa con quella Beaufort che serve a valutare la forza del vento in base ai nodi e ai km/h) che misura l’intensità del moto ondoso (mare vivo) in base all’altezza dell’onda a largo. Come previsto, l’ampio “Fetch” (lo spazio di mare aperto su cui soffia il vento) a disposizione ha permesso la formazione di un consistente moto ondoso, con lo sviluppo di grandi frangenti che dal mare aperto, sotto la spinta del forte vento sud-occidentale, più piegato verso O-SO dalla serata, si sono spinti in direzione delle coste occidentali corse e dei litorali del genovese, spezzino, Versilia sino al massese, causando tanti danni e disagi. Il grande spazio di mare a disposizione ha permesso alle grandi onde di raggiungere altezze davvero considerevoli per un mare chiuso come il Mediterraneo. In particolare tra il mar di Corsica, il golfo del Leone e il mar Ligure, le forti bufere di vento da O-SO hanno sollevato dei marosi molto grandi che hanno raggiunto persino gli 8.0-9.0 metri di altezza. L’altezza massima è stata registrata dalla boa della rete ondametrica francese, gestita da Meteo-France, posta a largo della costa di Tolone, dove è stata segnalata una onda massima di ben 9.6 metri alle 18:50 di ieri. Si tratta del valore più alto raggiunto in questo ultimo periodo in tutto il Mediterraneo. Proprio di fronte le coste meridionali francesi, la Costa Azzurra e i litorali liguri, si sono concentrate, per diverse ore, le burrasche più intense, con raffiche di vento che hanno superato persino i 100-120 km/h. Notevoli anche gli oltre 7.1 metri registrati dalla boa a largo di Alghero nel corso della mattinata odierna.
Spostandoci sul Tirreno i “Run Up” maggiori, come previsto, si sono avuti davanti le coste del Lazio, Campania e alta Calabria tirrenica, dove tra la nottata e la mattinata odierna, durante l’arrivo dal golfo del Leone delle forti burrasche da O-NO, si sono superati, anche abbondantemente, i 5.0-6.0 metri di altezza, con picchi occasionalmente più alti in mare aperto. Le ondate nel corso della nottata hanno poi flagellato le coste del Lazio e della Campania, abbattendosi con grande impeto lungo i litorali esposti alle onde da O-SO. Molti i danni cagionati dalla furia dei marosi agli stabilimenti balneari e lungomari. Sempre sul medio-basso Tirreno, con la rotazione delle forti correnti più da Ovest, si è creato un moto ondoso incrociato, molto pericoloso per la navigazione marittima, fra le vecchie e grandi onde lunghe di scaduta da SO e quelle nuove prodotte dall’ingresso dei forti venti di Ponente e Maestrale dalle Bocche di Bonifacio e dalla Sardegna. Con la sensibile attenuazione dei venti, già prontamente ruotati più da O-NO o NO, il vigoroso moto ondoso andrà gradualmente a scadere già dalle prossime ore, con residue onde di mare lungo, da SO, alte fino a 2.5 metri, lungo la Riviera di Levante, Versilia, bassa Toscana. Onde lunghe da O-SO, sui 3.0-4.0 metri insisteranno sulle coste di Lazio e Campania per buona parte della serata, mentre un consistente moto ondoso, in prevalenza da Ovest, con onde lunghe molto ben formate, alte fino a 5.0-6.0 metri, con picchi anche di oltre i 7.0 metri, continuerà ad insistere per buona parte della nottata e della prima mattinata di domani su tutto il bacino del basso Tirreno, determinando intense mareggiate tra golfo di Policastro e litorali della Calabria tirrenica. Solo dalla mattinata di domani il moto ondoso andrà ad indebolirsi molto lentamente, con residue onde lunghe da Ovest sui 2.0-3.0 metri.
