Tempeste in Irlanda; segnalate gigantesche ondate di ben 20 metri. Come è stato possibile?

Onde alte fino a 20 metri sono state registrate a largho delle coste irlandesi

Le forti tempeste di vento che nei giorni scorsi hanno flagellato duramente gran parte del Regno Unito e l’Irlanda, con raffiche di vento che in alcuni frangenti hanno oltrepassato la soglia dei 130-140 km/h, hanno sollevate gigantesche ondate che in pieno oceano hanno raggiunto delle altezze molto considerevoli, con valori a dir poco eccezionali. Del resto, durante la tempesta dello scorso martedi 13 Dicembre, i violenti venti occidentali che accompagnavano il profondissimo ciclone extratropicale, sceso sotto i 943 hpa, hanno battuto con forza gran parte dell’oceano Atlantico settentrionale. In quell’occasione il “Fetch”, ossia lo spazio di mare aperto su cui soffia il vento, si è esteso dalle coste canadesi orientali, nei pressi di Terranova, fino all’Irlanda occidentali e alle coste occidentali scozzesi. Un tratto di oceano molto vasto dove i forti venti di tempesta hanno potuto spirare con continuità, per centinaia e centinaia di miglia, senza incontrare alcun tipo di ostacolo durante il loro cammino verso l’Europa. Qui le ondate si sono accompagnate per una lunga distanza, arrivando a raggiungere grandi altezze durante la loro propagazione verso levante, in direzione delle coste occidentali irlandesi e l’ovest della Scozia. Proprio a largo delle coste irlandesi, durante le tremende tempeste di vento, una boa della rete ondametrica irlandese, posta a circa 60 miglia davanti la costa, ha registrato il passaggio di una grandissima onda, alta fino a 20 metri.

Il fenomeno dell'"Unione" può produrre grandi ondate alte più di 20 metri

Si è trattato di un autentico muro d’acqua, probabilmente nato dall’interazione tra giovani onde (moto ondoso da SO S-SO davanti il fronte caldo), più piccole rispetto a quelle prodotte dal centro della tempesta, che sono state sovrapposte dai grandi cavalloni sollevati dal cuore della tempesta (le ondate di oltre i 10 metri prodotte dai fortissimi venti occidentali dietro il passaggio del fronte freddo). Questo fenomeno, molto noto in seno alle grandi tempeste oceaniche, prende il nome di “Unione” e rappresenta una delle quattro condizioni principali (“Unione, Sgambetto, Bonaccia momentanea e Collisione”) per la formazione delle cosiddette onde anomale oceaniche, quelle responsabili dei naufragi e della scomparsa in mare (quasi ogni anno) di centinaia di navi, pescherecci e piccole imbarcazioni. In genere durante l’“Unione” le grandi onde si propagano più velocemente di quelle più piccole. L’onda anomala, in questo caso, si forma quando un’onda più piccola viene raggiunta da una molto più grande, proveniente anche da lunghe distanze. In pieno oceano, di solito, nelle condizioni ideali (specie in presenza di fortissimi venti occidentali) può originare impressionanti ondate alte più di 18-20 metri, molto pericolose per la navigazione marittima. Spesso, tali ondate, tendono a raggiungere le aree costiere conservando buona parte del proprio potenziale iniziale e provocando ingentissimi danni e inondazioni lungo i tratti maggiormente esposti alla furia dei marosi.