Una nuova tempesta flagella il Regno Unito con raffiche sino a 190 km/h e onde alte 10 metri

Come avevamo annunciato in diversi articoli precedenti le isole Britanniche, durante questa prima parte di Dicembre, sono state pesantemente flagellate da una lunga serie di potenti tempeste di vento che hanno prodotto ingenti danni e tanti disagi, specie fra nord Irlanda, Scozia e Inghilterra settentrionale.  In alcuni casi, come in Scozia occidentale lo scorso 8 Dicembre, le raffiche di vento che hanno accompagnato la tempesta sono state talmente violente da riuscire ad abbattere persino delle grandi pale eoliche, alte anche più di 30 metri, e cagionare numerosi danni a edifici, abitazioni e infrastrutture. L’ultima grande tempesta è passata proprio martedi 13 Dicembre, a seguito del passaggio, molto ravvicinato, di una profondissima “depressione-uragano” che è sprofondata sotto i 943 hpa durante il suo transito a ridosso delle coste occidentali scozzesi. Il profondissimo ciclone extratropicale, con un minimo barico al suolo sceso su valori estremamente bassi, con un picco di 943 hpa, è transitato sopra le isole Ebridi, passando fra le isole di North Uist e South Uist, prima di sfilare poco a nord delle coste scozzesi settentrionali. Il notevolissimo infittimento di isobare, prodotto dal passaggio ravvicinato della profonda area depressionaria oceanica, ha attivato furiosi venti da O-SO che dalla mattinata di martedi 13 Dicembre hanno sferzato tutta l’Irlanda, in modo particolare l’Irlanda del Nord e l’Ulster, dove si sono viste raffiche capaci di superare i 120-130 km/h, con picchi di oltre i 140 km/h nei punti maggiormente esposti, lungo le aree costiere. Nei pressi di Capo Malin sono state registrate raffiche da O-SO ad oltre i 140 km/h, anche se in quasi tutta l’Irlanda le fortissime folate da Ovest e O-SO hanno lambito i 120-130 km/h.

Nel corso della mattinata e del primo pomeriggio i venti di tempesta da O-SO si sono propagati alle coste scozzesi e al nord dell’Inghilterra, attraversando con furiosi fortunali tutto il mar d’Irlanda. In Scozia la furia eolica ha fatto registrare raffiche fino a 130-140 km/h nei punti più esposti, lungo le coste sud-occidentali. Dando una occhiata alle varie stazioni scozzesi notiamo subito i 133 km/h registrati a Glen Ogle, i 121 km/h di  Inverbervie e i 115 km/h di Tiree. Lungo i rilievi interni, ci riferiamo alle Highlands scozzesi, i forti venti occidentali hanno assunto carattere di bufera, tanto da soffiare per molte ore con una intensità media sostenuta di ben oltre i 100-110 km/h, con picchi di raffica sui 170-180 km/h. In alcuni casi si sarebbero addirittura sfiorati i 190 km/h. La raffica più violenta in assoluto è stata toccata dalla solita stazione di Cairngorm, posizionata all’interno dell’omonimo parco naturale, dove si sono superati i 180 km/h. Ricordiamo che comunque, durante la scorsa forte tempesta del giorno dell’Immacolata, Cairngorm aveva segnato una raffica di picco eccezionale di ben 265 km/h, avvicinandosi allo storico record assoluto della stazione, di 278 km/h, risalenti al 20 Marzo del 1986. Venti molto forti, in prevalenza da SO o O-SO, hanno spazzato pure l’Inghilterra e il Galles, con raffiche che hanno toccato i 120-130 km/h, specie lungo le coste occidentali affaciate al mar d’Irlanda e lungo i monti Pennini. Tra le raffiche più forti segnaliamo i 132 km/h al Great Dun Fell, i 130 km/h di Mumbles e i 119 km/h a Langdon Bay. Con l’allontanamento del profondo vortice depressionario verso nord-est e l’ingresso di aria più fredda da O-NO, di origini artico-marittime, dall’Atlantico settentrionale sono piombati intensi nuclei convettivi (Cumulonembi) che hanno dato la stura a rovesci di pioggia mista a neve o graupel fino a bassa quota. Sui rilievi scozzesi è caduta tanta neve fresca, sin dai 300-400 metri di quota, con accumuli più abbondanti sui versanti esposti ad ovest.

Le forti tempeste di vento dai quadranti occidentali che hanno fatto seguito alla profonda “depressione-uragano”, da 943 hpa, hanno causato furiose mareggiate che hanno duramente colpito le coste occidentali irlandesi e l’ovest della Scozia, in modo particolare i settori occidentali delle isole Ebridi dove sono giunte gigantesche ondate,  alte più di 9-10 metri, che si sono abbattute con grande impeto lungo le scogliere e le aree costiere maggiormente esposte alla furia dei marosi oceanici. Ma onde alte e impetuose risacche non hanno risparmiato neppure le coste dell’Inghilterra occidentale, il Galles e la Cornovaglia, dove sono giunte grosse ondate alte più di 6 metri. che hanno dato non pochi fastidi alla navigazione marittima lungo il Canale della Manica. Dopo la temporanea tregua nella giornata odierna, già da domani, dall’Atlanticosta per arrivare una nuova forte tempesta di vento, in genere dai quadranti occidentali, che già dalla prossima notte andrà ad abbattersi sulle coste atlantiche francesi e sul golfo di Biscaglia, con venti fino a 100-110 km/h e raffiche capaci di superare localmente i 130-140 km/h nei punti più esposti. Lungo le coste atlantiche francesi, dalla Bretagna alla Guascogna, e sul golfo di Biscaglia, fra Galizia e paesi Baschi, sono attese forti mareggiate che dalla prossima notte andranno a prolungarsi per tutta la giornata di domani, con onde alte anche fino a 8-9 metri.