Oggi nel nostro Paese, nonostante i grandi progressi della scienza conseguiti nell’ambito della ricerca meteorologica e le fitte reti di sorveglianza distribuite su tutto il territorio nazionale, esiste una grandissima quantita’ – e’ stato rilevato – di soggetti che si dedica a questi studi, e questo pone difficolta’ di carattere organizzativo ed economico. Per la prima volta, dopo diversi anni in cui questa situazione sembrava bloccata per le esigenze specifiche dei diversi soggetti coinvolti, alcuni dei grandi attori hanno deciso di inviare una proposta al governo da poco formatosi, proponendo uno stretto coordinamento e quindi un miglioramento delle sinergie. Il prof. Bernardo De Bernardinis, presidente dell’ISPRA, ha proposto che tale coordinamento sia realizzato dalla Protezione Civile che, per altro, gia’ ora esercita “un‘efficace azione di armonizzazione nel corso delle emergenze“. L’importante novita’ emersa nel convegno sta nel fatto che anche gli altri soggetti che storicamente si occupano di meteorologia e climatologia nel nostro paese, come l’Aeronautica Militare, il CRA-CMA, e alcuni servizi regionali presenti al simposio, quali per esempio l’Arpa dell’Emilia Romagna, della Sardegna, della Toscana, hanno subito aderito all’iniziativa. Il convegno e’ stata anche l’occasione per ripercorrere l’evoluzione storica, oltre che dei servizi meteorologici, di quelli geodinamici e sismici. E a Graziano Ferrari, dell’INGV, e’ toccato il compito di descrivere i momenti principali della storia della geofisica italiana dal 1600 ad oggi, cosi’ come nel tempo e’ stata trasmessa.
