Allerta mari e venti: burrasche per tutta la settimana, il culmine con la tempesta dell’Epifania

Abbiamo già parlato dell’affondo freddo della Befana, i cui dettagli previsionali sono ancora incerti rispetto alla collocazione del minimo di bassa pressione che determinerà il maltempo al sud; dopotutto alcune certezze ci sono, e riguardano gli aspetti eolici e meteomarini che destano particolari preoccupazioni.
Intanto già adesso dobbiamo segnalare un forte maestrale sulla Sardegna con raffiche fino a 90km/h e mareggiate sulle coste occidentali dell’isola; come possiamo vedere dalle mappe a corredo dell’articolo, anche domani e dopodomani, quindi per tutta la settimana, avremo forti venti occidentali, localmente burrascosi specie tra Liguria e Sardegna, con mari molto mossi.
Il culmine di questa settimana sarà proprio con la tempesta in arrivo nel giorno dell’Epifania, preceduto da un pomeriggio/sera di giovedì 5 davvero burrascoso per maestrale e ponente fino a 120km/h su Sardegna e Regioni Tirreniche.

Poi quelle di venerdì 6 gennaio 24 ore davvero proibitive soprattutto per il centro/sud, con venti di forte burraca (possibili raffiche anche di oltre 130 km/h) e mari che diverranno da molto agitati a grossi (onde anche sui 7-8 mt).

La Regione più colpita dalla tramontana di venerdì sembra essere la Puglia, che risentirà maggiormente dell’affondo freddo e del maggior gradiente barico che si verrà a creare tra l’area balcanica e la cella di alta pressione esposta con le sue isobare alte fin verso le zone italiane occidentali.

Questo fortissimo gradiente barico creerà queste condizioni davvero pericolose per questi tratti di mare con zone montane dell’Appennino che vedranno raffiche ridiscendere dai pendiì anche superiori ai 180-190 km/h.

Dunque prestare attenzione sia al mare che al vento perchè essi saranno davvero pericolosi e si avranno delle mareggiate di moderata o forte intensità anche nel basso Tirreno, zona esposta alla Tramontana che sarà agitato o molto agitato nella tarda serata di venerdì 6 Gennaio.

L’ondata di freddo sarà veloce e soprattutto essa riguarderà il settore del basso adriatico con il nocciolo freddo in quota che lambirà questo settore in modo più diretto, ma non sarà certo un’ondata di freddo eccezionale nè storica proprio perchè ancora molte zone d’Europa sono sotto un flusso zonale da settimane, il quale non ha permesso di accumular freddo tale da farlo poi propagare verso le basse latitudini.