
Ricordo sempre inoltre che tentare di derivare sempre più mappe magari per fare bella figura non è sinonimo di affidabilità. Quando i dati di partenza sono quelli, c’è poco da inventare. Meglio cercare di soffermarsi sui dati di partenza, ed è in questo senso che contano i modelli matematici. Non perché tutti debbano diventare modellisti, ma sappiano che cosa stanno andando a guardare. Teniamo quindi ben presente che i dati su cui si lavora sono relativi solo a vento, pressione, temperatura, umidità. Ecco perché, per esempio, per comprendere la probabilità di copertura nuvolosa è meglio affidarsi piuttosto che a una carta già preparata, alle previsioni di umidità associate a quelle di salita delle particelle d’aria (carte di RH e omega) alle varie quote, distinguendo così anche la possibilità di precipitazione, che ci viene innanzitutto dall’osservazione a 700 hPa e poi a 850 hPa.
Riguardo poi i modelli da seguire, chiaramente il GFS offre la maggior frequenza di aggiornamenti fruibili gratuitamente, una griglia fine e molti livelli verticali, ma anche in questo caso consideriamo che non sempre è necessario guardare oltre l’impossibile. Sapere che l’effetto farfalla non è una barzelletta, ma che significa che anche una piccola variazione può avere conseguenze enormi è sempre importante. Basta osservare le variazioni delle condizioni iniziali dell’ENSEMBLE per rendersene conto.
Parlando poi del Nord Italia, i modelli non hanno potuto che livellare le Alpi, e schematizzare anche la Pianura Padana. Ovviamente questo porta ad altre grandi incertezze. Ricordo anzi ancora che fino a pochi anni fa non esisteva il poehn per certi previsori, forse solo con l’avvento del Col. Giuliacci si è cominciato a tener in dovuta considerazione questo importante fattore.
Ricordo infine che la probabilità di previsione varia con le situazioni meteo, e ognuno dovrà trovare il modello che più si confà alle caratteristiche previste di tempo e al periodo. Ma soprattutto oltre i 7 giorni è meglio ricordare che parlare troppo è peggio che dover chiedere scusa, dato che l’attendibilità scende al 60% nella migliore delle ipotesi.Vanno bene le previsioni a lunghissimo termine, basta che ci sia trasparenza e chiarezza, che non tutti i siti usano.