Da “fa troppo freddo per nevicare” a “non può nevicare se la temperatura è sopra lo zero”: tutti i falsi luoghi comuni sulla neve

In questi giorni stiamo parlando a lungo della neve e delle precipitazioni nevose, un pò perchè siamo in inverno ed è normale che sia così, un pò perchè vari episodi meteorologici delle ultime settimane hanno acceso dibattiti che si ripetono ogni anno sulla neve tonda e la gragnola. In quest’articolo, invece, vogliamo parlare solo di neve vera, quella che cade a fiocchi, spesso a larghe falde, e si posa soave e farinosa sul suolo. A darci lo spunto per quest’articolo è tata una curiosa immagine “beccata” tra le webcam di ieri pomeriggio dall’Appennino Tosco/Emiliano: è l’immagine che potete osservare sulla sinistra, e mostra un cannone spara-neve in funzione in pieno giorno e con il sole, per giunta con una temperatura decisamente elevata, di ben +6,4°C a 1.400 metri di quota. Ieri, infatti, come ormai da più di un paio di giorni, ha fatto decisamente freddo al centro/nord con picchi di +15°C in pianura Padana e di +18°C nelle zone collinari pedemontane degli Appennini settentrionali, che sono al momento, proprio tra Liguria, Emilia Romagna e Toscana, l’area meno innevata di tutt’Italia. Ma allora com’è possibile che con temperature così levate, i cannoni spara-neve siano in funzione? E’ facilmente spiegabile: l’aria è molto ecca, con un dew point bassissimo. Quando il punto di rugiada è molto basso, ben al di sotto dello zero le precipitazioni possono essere nevose anche con temperature di diversi gradi superiori allo zero e il fatto che è possibile generare la neve artificiale in queste condizioni conferma che anche la neve naturale può cadere con temperature anche superiori ai +5°C. Bisogna però specificare che i cannoni per la neve artificiale non creano fiocchi, ma piccoli granelli più simili alla neve tonda e alla gragnola che non alla neve pura. Ebbene sì: sciare su una pista di neve artificiale significa sciare sulla gragnola!

Ma sulla neve i luoghi comuni sono tantissimi. In molti pensano che per nevicare la temperatura deve per forza di cose essere inferiore agli 0°C. Nulla di più sbagliato, come abbiamo appena scritto. La neve può cadere, in determinate condizioni, anche con temperature al suolo ben superiori allo zero. Il tipo di precipitazione, infatti, non dipende tanto dalla temperatura al suolo, ma dalla temperatura in quota perchè è in quota che si formano le precipitazioni, tra le nubi. Se il vapore acqueo brina e passa dallo stato gassoso a quello solido con una temperatura inferiore agli 0°C, diventa neve. Affinchè nevichi al suolo, queste particelle di vapore acqueo condensato devono semplicemente resistere e non sciogliersi. Se la temperatura è inferiore allo zero per tutta la colonna d’aria, dalle alte quote al suolo, ovviamente resiste la forma solida. Se, invece, ai bassi strati ci sono temperature ben superiori allo zero, è probabile che la precipitazione si sciolga e diventi acqua. Però può succedere che la precipitazione si sciolga trovando uno trato d’aria calda e poi, più in basso, strati d’aria più fredda in valli e pianure per cuscinetti freddi determinati dall’inversione, e in quel caso parliamo di “gelicidio”, cioè di pioggia congelata, che cade al suolo sottoforma di piccoli e pericolosissimi aghi di ghiaccio che coprono il suolo rendendolo estremamente scivoloso. In altre condizioni, con aria molto secca, basso tasso di umidità, forti venti e turbolenze in quota, anche con temperature superiori allo zero la precipitazione può resistere sottoforma di neve, o comunque neve tonda o gragnola, anche con temperature superiori allo zero.

Un altro luogo comune assolutamente da sfatare sulla neve è il seguente: “fa troppo freddo per nevicare“. Ma quando mai. Non fa mai troppo freddo per nevicare, anzi …
Certamente questa leggenda metropolitana ha un fondo di verità, anche perchè nel nostro Paese le giornate più fredde sono quelle anticicloniche, con notti da inversione termica grazie al cielo sereno e alla calma di vento. Solo con quelle condizioni in Italia si possono raggiungere determinate temperature altrimenti impensabili anche nel corso delle più intense ondate di gelo. Dopotutto la neve può cadere al suolo anche copiosa con temperature di -10, -25, -40 o anche -60°C. Succede in molte aree del mondo, e a volte anche sulle Alpi o sugli Appennini nevica con temperature ben inferiori allo zero. Dopotutto affinchè nevichi l’aria deve essere instabile e perturbata, deve transitare una perturbazione e quindi ci dev’essere un ricambio di masse d’aria con un rimescolamento termico. Di conseguenza, può nevicare con temperature ben inferiori allo zero solo laddove prima dell’arrivo della perturbazione c’era già moltissimo freddo, perchè solitamente nel corso di un passaggio perturbato le temperature aumentano, almeno in una prima fase, per poi diminuire nuovamente quando la perturbazione si allontana e il maltempo va scemando.

Ma allora quali sono le temperature ideali per le nevicate più copiose e abbondanti?
Beh, non c’è una temperatura precisa perchè dipende di zona in zona. In Italia, le nevicate più abbondanti solitamente si hanno con temperature appena superiori allo zero, o comune tra 0°C e +2°C, in quanto viviamo in mezzo al Mediterraneo e con quelle temperature le precipitazioni possono essere più intense e abbondanti; dopotutto anche con temperature tra -4 e -1°C possono verificarsi nel nostro Paese nevicate abbondantissime, e in montagna anche sotto i -5°C o addirittura i -10°C.

Roccacaramanico sommerso dalla neve

Proprio l’Appennino Italiano, in tal senso, detiene un record storico mondiale: il 17 dicembre 1961 a Roccacaramanico, a 880 metri di altitudine in Abruzzo, caddero ben 365cm di neve in appena 24 ore. Mai in nessun luogo del mondo ha nevicato così tanto in così poco tempo. Quel giorno anche Bari venne sommersa da una nevicata record: 30cm sulla costa pugliese!
Il record di innevamento invece spetta a Tamarack, in California, a 2.110 metri di altitudine nel cuore della Sierra Nevada. Qui il 10 marzo 1920 furono misurati 11 metri e 53cm di neve. Il record di accumulo nevoso stagionale, nvece, spetta al Monte Baker, un vulcano attivo sempre negli Stati Uniti occidentali ma ben più a nord, quasi al confine con il canada, e ben più in alto, a 3.290 metri di altitudine. Qui nell’inverno 1998/1999, quindi parliamo di appena 13 anni fa, sono stati accumulati 28 metri e 95cm di neve.

Infine, secondo quest’articolo del New York Times, il fiocco di neve più grande mai osservato e riferito ai media è stato di 38cm di larghezza e 12cm di spessore, ed è caduto nel Montana nel gennaio 1887.