
I palloni raccoglieranno dati per studiare la circolazione stratosferica polare durante la notte artica, fornendo elementi per futuri esperimenti stratosferici per lo studio dell’universo primordiale.
I palloni stratosferici possono portare nello spazio vicino (quota intorno a 40 km), in modo relativamente economico, esperimenti scientifici di grandi dimensioni. I voli nella notte artica sono potenzialmente importanti per quegli esperimenti che richiedono bassissime temperature ed assenza di illuminazione solare per lunghi periodi (tipicamente esperimenti di astrofisica, cosmologia, geofisica e fisica dell’ atmosfera).
I lanci sono stati effettuati dalla ISTAR (S. Peterzén), con il supporto logistico del personale del DTA – CNR (E. Liberatori, F. Palmieri, V. Tulli) e degli sperimentatori di Sapienza Università di Roma (G. Amico, P. de Bernardis, S. Masi), il 17/1 ed il 19/1.
Appesi a grandi palloni riempiti di elio (con un volume di circa 3800 m3) gli strumenti, finanziati dal PNRA, progettati e realizzati dal dipartimento di Fisica della Sapienza, con la collaborazione dell’INGV (G. Romeo), hanno volato a quote stratosferiche, permettendo di campionare con precisione la circolazione in quota, grazie alla presenza a bordo del sistema GPS, di un processore resistente ai raggi cosmici, di comunicazioni bidirezionali Iridium, di un sofisticato sistema di controllo termico (la temperatura dell’aria in quota ha raggiunto gli 80 gradi sotto zero), e di un progetto ad altissima efficienza energetica.
“Con questa missione abbiamo dimostrato come sia possibile far funzionare strumentazione scientifica complessa nelle terribili condizioni ambientali presenti in stratosfera durante l’inverno artico”, spiega Paolo de Bernardis, professore di Astrofisica presso Sapienza. Aggiunge Silvia Masi, ricercatrice del Dipartimento di Fisica di Sapienza: “Per questi strumenti abbiamo utilizzato un mix di tecnologie del vuoto, criogeniche ed elettroniche avanzate, che poi riutilizzeremo per realizzare con lo strumento LSPE il grande atlante del fondo a microonde e della sua polarizzazione. Nelle sue caratteristiche di dettaglio, secondo la teoria, è nascosto l’effetto dell’ inflazione cosmica, un evento che si sarebbe verificato un attimo dopo il big bang, quando le energie in gioco erano talmente elevate da non essere sperimentabili nei laboratori sulla terra. Misurarle sarà quindi importante sia per la cosmologia che per la fisica fondamentale“.
Le immagini a corredo dell’articolo sono fotografie scattate da Vittorio Tulli del Cnr.