Finalmente sta per tornare il vero inverno nelle terre scandinave

Il profondo vortice depressionario, sui 975 hpa, che si attesterà sulla Finlandia orientale

Anche sulla penisola Scandinava l’inverno, fino ad ora, non è che abbia tanto brillato. Anzi di neve se ne è vista troppo poca. Solo sulla Norvegia settentrionale, in particolare nell’area di Tromso, la neve è riuscita a raggiungere le coste, lasciando degli accumuli. Ma nel sud della Norvegia, dove molti fiordi sono tuttora spogli di neve, come nella Svezia meridionale, la “dama bianca” è stata quasi inesistente a causa del clima piuttosto mite, dominato dalle intense correnti occidentali oceaniche che venivano pilotate, a più riprese, verso i territori scandinavi, dalle profonde circolazioni depressionarie che si venivano a sviluppare tra le coste groenlandesi, l’Islanda e l’Atlantico settentrionale, con minimi barici da capogiro, anche sotto la soglia dei 950 hpa. Questo trend meteo/climatico, alquanto mite e poco consono per la stagione invernale, ha già le ore contate. Anche se fino ad ora ha latitato l’inverno, quello vero, sembra pronto a piombare improvvisamente anche sulla penisola Scandinava, riportando il freddo e la neve, i grandi assenti di questi giorni. I segnali dei vari indici climatici sono ormai molto chiari. Come abbiamo ribadito varie volte, in precedenti articoli, sopra l’Artico è in atto un importante processo di riscaldamento stratosferico, ossia quel pezzo di atmosfera terrestre che sovrasta la troposfera (la ben più conosciuta fascia di atmosfera a contatto con la superficie terrestre, li dove si concentrano i fenomeni meteorologi), che è destinato ad intensificarsi ulteriormente nei prossimi 7-10 giorni. Tale fenomeno, ancora per molti aspetti sconosciuto, almeno per quel che concerne le dinamiche che causano la sua attivazione improvvisa, prende il nome di “Stratswarming”. Già in questi giorni si iniziano a registrare i primi segni di questo forte riscaldamento. Basta dare una occhiata ai valori termici della stazione di Summit, posta ad oltre 3000 metri di altezza, sopra il gelido e inospitale Plateau groenlandese. Difatti il forte riscaldamento di Summit dimostra l’avvio di questo “Stratswarming” che si prepara ad infliggere l’attacco finale al vortice polare, spodestandolo dai suoi territori di origine. Oltre alla presenza dello “Stratswarming” in sede artica bisognerà fare attenzione ad altri parametri climatici molto interessanti che potrebbero dare la giusta svolta a questa stagione invernale, iniziata nel peggiore dei modi. Questo importante “Stratswarming”, abbinato a un prossimo crollo dell’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) e l’ormai cambiamento di segno del QBO (quasi biennal oscillation), non farà altro che andare a ledere la struttura del vortice polare dal proprio interno favorendo, in seguito, una sua frantumazione in tre grandi lobi (o noccioli gelidi) principali che si attesteranno, rispettivamente, tra l’area canada-groenlandese, l’estremo oriente siberiano e nel cuore della Russia europea, causando dei sensibili raffreddamenti nelle suddette aree per lo scivolamenti di nuclei di aria molto gelida di diretta estrazione polare (direttamente dalla Calotta Artica).

Uno di questi lobi, in scivolamento verso le latitudini temperate, già nella giornata odierna, raggiungerà molto rapidamente la Svezia centrale, attraverso un profondo vortice ciclonico dalle caratteristiche fredde, con minimo al suolo sotto i 980 hpa. Tale area ciclonica verrà supportata in quota da un nocciolo particolarmente gelido, caratterizzato da isoterme sotto i -40° -42° alla quota di 500 hpa e da gepotenziali che scenderanno al di sotto dei 480 Dam (nella media troposfera), quanto basta per innescare un brusco raffreddamento sino ai bassi strati, con l’avvento di precipitazioni nevose sino al livello del mare. Nel corso della serata il profondo vortice scandinavo, che rappresenta uno dei tre lobi del vortice polare in fase di frantumazione, si sposterà dalla Svezia alla Finlandia orientale, vicino i confini con la Russia europea, dove si posizionerà con un minimo stimato attorno i 975 hpa al suolo. Muovendosi in direzione del territorio finlandese e della Russia europea la profonda circolazione depressionaria, legata al vortice polare, riuscirà a richiamare masse d’aria particolarmente gelide che dalle latitudini artiche si fionderanno, dapprima verso la penisola di Kola e la Lapponia, per estendersi anche al resto del territorio scandinavo, specie fra Svezia e Finlandia, con l’avvento di forti ma freddi venti dai quadranti nord-occidentali, più da O-NO sulla Svezia, che sferzeranno con grande intensità il golfo di Botnia e il mar Baltico, soprattutto nella giornata di domani, quando si verificheranno delle vere e proprie burrasche, con raffiche di vento superiori ai 70-80 km/h, localmente anche 90 km/h (o anche più) nelle isole maggiormente esposte alla fredda ventilazione dai quadranti settentrionali.

L’irrompere dell’aria fredda dalle latitudini artiche sarà accompagnato pure da nevicate, in genere di debole o moderata intensità, anche se non mancheranno pure dei rovesci a carattere sparso, che interesseranno principalmente la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania. La neve dovrebbe ben imbiancare città come Helsinki e Tallin. Delle nevicate sono attese anche sulla Norvegia meridionale, sin dalle bassissime quote, mentre sulle coste meridionali, come a Bergen, sarà per lo più acqua o acqua e neve, con intensi venti, da NO o N-NO, che perdureranno fino a sabato. La Svezia invece non dovrebbe vedere precipitazioni degne di nota trovandosi in piena “ombra pluviometrica“ alle intense e fredde correnti da NO che assumeranno persino delle caratteristiche favoniche discendendo dalle Alpi Scandinave. Nonostante ciò, specie durante la giornata odierna, non sono esclusi dei temporanei sconfinamenti che potranno produrre delle brevi fioccate o pioggerelle gelate. Le temperature entro il prossimo weekend, con l’arrivo dell’aria fredda dalle latitudini artiche, tenderanno a diminuire, con gelate e valori ampiamente negativi in tutta l’area scandinava e le prime minime sui -15° -20° in Lapponia.