Torna l’emergenza maltempo negli Stati Uniti. Stavolta è toccato alla West Coast fare i conti con una insidiosa circolazione depressionaria proveniente dal Pacifico settentrionale che ha dispensato forti piogge sulle coste e nelle aree pianeggianti, mentre sui rilievi della Catena Costiera e delle Montagne Rocciose, soprattutto sul versante occidentale, sono cadute vere e proprie badilate di neve fresca che hanno sommerso intere contee ad alta quota, sopra i 900-1000 metri di quota, costringendo le autorità locali a chiudere numerose arterie montane per l‘eccessivo accumulo. La presenza di una grossa e profonda area depressionaria, posizionata con un proprio minimo barico di ben 958 hpa poco a sud del golfo d’Alaska, sta continuando a far pilotare correnti d’aria mite e molto umida dal Pacifico settentrionale verso le coste della British Columbia (Canada), dello stato di Washington, dell’Oregone della California settentrionale, attraverso sostenuti venti da SO e S-SO che battono buona parte degli stati della West Coast. Grazie alla ritirata verso nord-ovest, in direzione dell’Alaska, del promontorio anticiclonico di blocco che per diverse settimane ha resistito davanti la West Coast, la “corrente a getto sub-tropicale”, in risalita dalle latitudini sub-tropicale del Pacifico orientale, se ne è approfittata è ha pilotato in direzione delle coste dello stato di Washington, dell’Oregon e del nord della California, un blocco di aria molto mite e carica di umidità, favorendo al contempo lo sviluppo di un esteso sistema nuvoloso che si è sviluppato sopra la superficie oceanica. Questo cambiamento è stato determinato pure da un progressivo indebolimento dell’indice AO (oscillazione artica).
Le forti piogge cadute nei giorni scorsi, fra l’Oregon e lo stato di Washington, hanno costretto le autorità locali a far dichiarare lo stato di emergenza, a causa delle inondazioni generate dalla piena di numerosi fiumi. L’area più colpita dalle forti precipitazioni è quella dell’Oregon occidentale dove da lunedi si sono registrati quantitativi di pioggia che vanno dai 3 agli 8 Inches, all’incirca dai 75 mm ai 203 mm. Localmente, in alcune aree dell’Oregon occidentale, l’aria molto umida in risalita dal Pacifico, ha dato luogo a piogge che si sono rese persistenti per svariati giorni, con accumuli superiori anche ai 230-240 mm. La gran quantità d’acqua caduta ha ingrossato i tanti fiumi e corsi d’acqua che attraversano lo stato americano, generando estesi allagamenti e delle inondazioni che hanno colpito pure dei centri abitati e diverse città, cagionando ingentissimi danni alle abitazioni e purtroppo anche alcune vittime fra la popolazione. Il fiume Maria, a Philomath, ha raggiunto il suo massimo valore e rischia nuovamente di straripare in più punti. Le alluvioni hanno colpito duramente pure la città di Perwinkle Creek dove l’acqua ha invaso le case in diversi quartieri. In molti casi si è reso necessario l’intervento delle squadre speciali dei vigili del fuoco che hanno salvato decine di persone dalla furia delle acque. Per fortuna le piogge, in queste ultime ore, sono andate gradualmente ad attenuarsi, diminuendo di intensità in tutta la regione dell’Oregon occidentale. Purtroppo si tratterà di una pausa effimera visto che già dalle prossime ore nuovi intensi corpi nuvolosi, carichi di piogge e rovesci, stanno risalendo dall’oceano Pacifico per dirigersi verso le aree costiere dell’Oregon e dello stato di Washington, dove sono attese altre fitte precipitazioni, anche a sfogo di rovescio, che si estenderanno fino all’area di Seattle e alle coste della British Columbia. Questa nuova ondata di maltempo rischia di compromettere la già delicata situazione presente sugli stati della West Coast, in particolare sull’Oregon occidentale, duramente colpiti dalle forti precipitazioni dei giorni scorsi.
La perturbazione è stata preceduta pure da venti forti, a tratti molto forti, che dallo stato di Washington e dall’Oregon sono penetrati fino al Nevada. Nella città di Reno, in Nevada, sono state misurate impetuose raffiche di vento che hanno superato la soglia dei 112 km/h. A causa delle intense raffiche, ad oltre 112 km/h, più di una ventina di abitazioni sarebbero rimaste danneggiate, per tetti divelti o letteralmente scoperchiati. Oltre alle forti piogge la grande perturbazione proveniente dal Pacifico ha dato luogo anche ad un significativo evento di gelicidio, o pioggia ghiacciata, in alcune contee, al confine fra il nord dell’Oregon e la parte occidentale dello stato di Washington. Il fenomeno sarebbe stato agevolato dall’intrusione massiccia di masse d’aria temperate e molto umide, di origine oceanica, fin dentro alcune strette vallate, fra Oregon e Washington. Qui l’aria mite e molto umida ha interferito con lo strato di aria molto fredda preesistente nella parte più bassa del fondovalle, determinando cosi queste precipitazioni che hanno assunto lo stato solido. In alcune aree si è accumulato a terra fino a un pollice di ghiaccio, quanto basta per creare dei black out che hanno coinvolto oltre 275.000 persone.
Se nei bassi strati è caduta tanta pioggia in montagna si sono verificate delle abbondanti nevicate, con accumuli che in talune zone hanno superato pure i 2-3 metri di spessore. Molti passi sulla Catena Costiera e lungo le Montagne Rocciose sono stati chiusi al traffico proprio per l’abbondante accumulo e per il crescente rischio valanghe. Nella giornata odierna il maltempo tornerà nuovamente alla carica, con il passaggio da ovest, dell’intenso sistema frontale associata alla profonda circolazione depressionaria, con minimo pronto a portarsi sui 960 hpa, che dal golfo d’Alaska andrà a collocarsi nel tratto di mare davanti le coste della British Columbia. Le intense correnti occidentali che faranno seguito all’esteso fronte perturbato ammasseranno lungo le coste della British Columbia, dello stato di Washington, dell’Oregon e del nord della California, compatti corpi nuvolosi che daranno luogo a intense precipitazioni, localmente anche a sfogo di rovescio, con accumuli molto importanti attesi tra lo stato di Washington e l’Oregon occidentale, dove si potranno superare pure gli 80-100 mm in meno di 24 ore. Piogge molto intense colpiranno anche il nord della California, con un importante “stau” agli intensi venti occidentali che assicurerà una continuazione delle abbondanti precipitazioni fino alla giornata domenicale e l‘inizio di settimana. Sulle montagne della Catena Costiera, in particolare montagne Cascade di Washington e dell’Oregon, e sulle Montagne Rocciose, fra est Idaho, Wyoming occidentale, si attendono nevicate molto fitte e abbondanti che potrebbero depositare vere e proprie metrate di neve fresca in quota. Molte località montane fra lo stato di Washington, l’Oregon, il nord della California rischiano di rimanere isolate in previsione della chiusura di vari tratti montani. Gli abbondanti accumuli faranno crescere notevolmente pure il rischio valanghe che si protrarrà fino ad inizio settimana.
La profonda area depressionaria sarà accompagnata pure da venti forti o molto forti, dapprima da Sud e S-SO, che spazzeranno le coste dell’Oregon, lo stato di Washington e le isole antistanti la British Columbia, mentre fortissimi venti da E-SE (di caduta), con raffiche anche oltre i 120 km/h, sferzeranno le coste settentrionali della British Columbia. Tra il pomeriggio e la serata successiva, con l’avvicinamento verso le coste settentrionali della British Columbia del profondo minimo depressionario, i venti si disporranno dai quadranti occidentali, con dei rinforzi da O-NO tra l’Oregon e lo stato di Washington, con raffiche capaci di superare gli 80-90 km/h nei punti più esposti. I forti venti dai quadranti occidentali produrranno pure importanti mareggiate, con la formazione di onde ben formate, alte anche più di 5-6 metri, che andranno ad abbattersi con grande impeto lungo le coste della British Columbia, lo stato di Washington, l’Oregon e sulla parte settentrionale della California, creando non poche difficoltà alla navigazione marittima. Nel corso della nottata successiva e nella mattinata di domani i forti venti dai quadranti occidentali interesseranno pure la California per estendersi sulla parte settentrionale del deserto dell’Arizona, nel Nevada, ovest Utah e nel Wyoming. Proprio su quest’ultimo stato avremo l’attivazione di fortissime raffiche di caduta sul settore orientale.
