Più che per il freddo e le nevicate, che interesseranno prevalentemente i Balcani e la Grecia sin dalle bassissime quote, il giorno della Befana sarà ricordato per i forti venti settentrionali e le mareggiate che spazzeranno buona parte del territorio nazionale, seppur con dinamiche meteorologiche a tratti anche opposte tra nord e sud e fra il versante adriatico e quello tirrenico. Il tutto a causa dell’interazione fra l’alta pressione delle Azzorre, che mantiene un proprio solido “Centro d’azione” sul vicino Atlantico, poco a largo delle coste portoghesi, spagnole e francesi, e le profondissime aree depressionaria sfornate da un attivo vortice polare che con i suoi elementi più meridionali continua a favorire costanti riattivazioni del famoso vortice islandese, in grado di dare i natali a vaste cicloni extratropicali, spesso seguiti o accompagnati da vere e proprie tempeste di vento o uragani. Già nel corso della giornata odierna la profonda “depressione-uragano”(minimo al suolo sceso a ben 956 hpa) che nella giornata di ieri ha sferzato le isole Britanniche e il mar del Nord, con venti furiosi sino a 160-170 km/h, dall’estremo sud della Svezia si sposterà verso il mar Baltico, avvicinandosi sempre più alle coste di Lettonia e Lituania, con un minimo stimato sotto i 965 hpa. Il profondo ciclone extratropicale, allontanandosi verso il Baltico, nel corso della mattinata di domani, favorirà il richiamo di impetuosi e freddi venti da NO che dal nord Atlantico e dal mar di Norvegia si verseranno, molto rapidamente, in direzione del Regno Unito e del mar del Nord, con raffiche fino a 100-120 km/h, che origineranno nuove tempeste, tra Scozia e Inghilterra, in rapida estensione al mar del Nord, nord della Francia, Belgio, Olanda e Danimarca, dove la forte ventilazione assumerà una spiccata componente più da O-NO o Ovest. Una parte dell’intensa ventilazione, generalmente da Ovest e O-NO, che spazzerà tutta la MittelEuropa, riuscirà a penetrare pure sul bacino centrale del Mediterraneo, inizialmente dalla cosiddetta porta di Carcassone, e in seguito pure dalla Valle del Rodano, attraverso forti raffiche di “Mistral” che dalla mattinata e dal pomeriggio di domani si apriranno a ventaglio lungo tutto il golfo del Leone, il mar a nord delle Baleari e il mar di Corsica, dove si attiveranno delle forti burrasche da O-NO e NO, con folate capaci di superare i 70-80 km/h tra la Corsica e le coste settentrionali sarde, in rapida estensione anche al Canale di Sardegna, Bocche di Bonifacio e medio-basso Tirreno occidentale. Questo sarà solo l’inizio. Tra il tardo pomeriggio e la serata successiva le forti burrasche di Maestrale, in uscita dalla Valle del Rodano, si propagheranno verso il Tirreno occidentale, sferzando con forza tutto il territorio sardo, con raffiche anche superiori ai 120-130 km/h tra Bocche di Bonifacio e il tratto di costa orientale che comprende Olbia, il golfo di Orosei fino a Capo S.Lorenzo, dove l’effetto di caduta dai rilievi interni, in particolare dal massiccio montuoso del Gennargentu, farà acquistare ulteriore velocità alla massa d’aria, favorendo l’attivazione di potenti folate di caduta capaci di toccare, in modo anche agevole, i 120-130 km/h. I forti venti di Ponente e Maestrale dalla tarda serata/nottata successiva percorreranno tutto il medio-basso Tirreno per sferzare le coste della Sicilia settentrionale e la Calabria tirrenica, allargandosi di seguito con una componente da O-NO sul Canale di Sicilia.
Lo sviluppo di una profonda ciclogenesi sui 992 hpa sulle coste albanesi aprirà la porta agli impetuosi e freddi venti settentrionali
Nella giornata di venerdi 6 Gennaio, giorno dell’Epifania, l’anticiclone delle Azzorre, posizionato con il suo “Centro d’azione” poco a largo della penisola Iberica, con massimi barici di oltre 1035 hpa in pieno oceano, tenterà, molto timidamente, di estendere i propri elementi più settentrionali verso nord, favorendo una ondulazione della “Jet Stream” con il conseguente affondo di un asse di saccatura dalla profonda circolazione depressionaria in azione a ridosso delle Repubbliche Baltiche.Tale saccatura, ben strutturata in quota (a circa 500 hpa), dal Baltico affonderà le sue radici verso l’area balcanica e la Grecia, agevolando cosi l’isolamento di una profonda ciclogenesi secondaria, stimata attorno i 993-992 hpa, quindi abbastanza profonda, che dal basso Adriatico si sposterà molto velocemente in direzione delle coste albanesi, passando non lontano dalla capitale Tirana. Sarà proprio questo profondo minimo barico secondario, che già dalla mattinata di domani si allontanerà sul nord della Grecia e sulla Macedonia, a richiamare in direzione delle nostre regioni venti piuttosto forti, impetuosi e freddi di Maestrale e Tramontana che caratterizzeranno la giornata dell’Epifania un po’ dappertutto. La profonda ciclogenesi secondaria, attorno i 992 hpa, determinerà un importante “gradiente barico orizzontale” (notevole differenza di pressione) tra la penisola Iberica, sede di un robusto promontorio anticiclonico di oltre 1035 hpa, e la Grecia e i Balcani, interessati da una profonda circolazione depressionaria, con minimo al suolo stimato sui 992 hpa. Questo notevolissimo divario barico genererà un netto infittimento delle isobare sulla nostra penisola, dando luogo alle forti burrasche di vento dai quadranti settentrionali che il giorno della Befana causeranno disagi e difficoltà nei collegamenti marittimi e aeroportuali in varie parti d‘Italia.
Dalla mattinata di giorno 6 intensi venti da N-NO e NO sferzeranno tutto il bacino tirrenico, dall’arcipelago Toscano fino alle coste della Sicilia settentrionale, mentre lungo il medio-basso Adriatico, subito dopo la traslazione del profondo minimo barico verso la costa albanese e il nord della Grecia, si attiveranno forti venti di Maestrale e Tramontana che assumeranno una componente più settentrionale tra il Molise e la Puglia, con venti medi sostenuti di oltre 50-60 km/h e raffiche capaci di superare la soglia degli 80-90 km/h tra il litorale molisano, l’area garganica e la Puglia. Sulla Sardegna continuerà a imperversare un forte Maestrale che dalla mattinata tenderà ad attenuarsi in modo sostanziale, piegando più verso N-NO e Nord dalla tarda mattinata e dal primo pomeriggio successivo. Sulle regioni settentrionali invece, durante la mattinata, il grande protagonista sarà il “Foehn” che spazzerà le vallate e i fondovalle alpini con raffiche davvero intense, anche sugli 80-90 km/h fra le principali valli di Piemonte e Lombardia. Bisogna specificare che oltre al fortissimo vento prodotto dal “gradiente barico” si sommerà anche il cosiddetto vento “Isallobarico” che è generato da una rapida caduta di pressione su una determinata area, a seguito del passaggio ravvicinato di una profonda ciclogenesi. Ciò potrà rendere le bufere particolarmente forti, specie tra il Molise e la Puglia, dove molto probabilmente si supereranno i 100-110 km/h, specie sul Salento, fra leccese e brindisino, zone particolarmente esposte ai furibondi venti di Maestrale e Tramontana. Tra il pomeriggio e la serata successiva i forti venti tenderanno a piegare più da Nord, spazzando con forza tutto il medio-basso Tirreno e il medio-basso Adriatico.
Raffiche molto forti, con punte di oltre i 70-80 km/h, investiranno le coste laziali e campane (incluso il golfo di Napoli), la bassa Calabria tirrenica e i litorali della Sicilia settentrionale, in particolare il palermitano e il messinese. Con lo spostamento della profonda circolazione depressionaria verso l’Egeo l’aria fredda che scivolerà verso la regione balcanica sfonderà, ma solo in parte, sul mar Adriatico tramite furiosi venti di Tramontana che dai monti della Bosnia Erzegovina si verseranno sulle coste dalmate con violente raffiche di caduta, fino a 120-140 km/h. L’intensa ventilazione settentrionale si estenderà rapidamente all’Adriatico e al Canale d’Otranto per uscire sull’alto Ionio con una vera e propria tempesta da N-NO, seguendo la classica curvatura ciclonica, con venti medi sostenuti che in mare aperto, davanti la penisola salentina, raggiungeranno anche i 75-80 km/h e raffiche ad oltre i 110-120 km/h. La bufera dovrebbe imperversare tra il Canale d’Otranto, il golfo di Taranto e l’alto Ionio per tutta la notte fino alla serata successiva, causando inevitabili disagi e interruzioni nei collegamenti marittimi e aeroportuali. Solo dalla mattinata di sabato 7 i forti e freddi venti settentrionali andranno gradualmente ad attenuarsi, perdendo di intensità, per scemare lentamente dal pomeriggio/sera. Solo tra il Canale d’Otranto, il settore orientale del basso Tirreno e lo Ionio insisterà in mattinata una intensa ventilazione, fra Nord e N-NO, che si indebolirà dal pomeriggio e dalla serata, allorquando il profondo minimo barico dall’Egeo si sarà spostato in direzione della Turchia occidentale.
Forti mareggiate sono attese lungo i litorali della Sicilia settentrionale e sulla Puglia; attenzione allo Ionio che risulterà grosso a largo
Le forti burrasche che il giorno dell’Epifania spazzeranno tutta l’Italia, da nord a sud, renderanno quasi tutti i mari da molto mossi ad agitati, specie i bacini più meridionali, maggiormente esposti all’impetuosa ventilazione settentrionale. La componente, tra N-NO e Nord, permetterà un ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) lungo il bacino tirrenico, esteso dall’arcipelago Toscano alle coste siciliane, che sarà in grado di produrre un consistente moto ondoso, con la formazione di ondate molto ben formate e capaci di raggiungere e superare i 4.0-5.0 metri di altezza sul basso Tirreno, rendendo tale bacino molto agitato (forza 6). Bisognerà fare attenzione anche a tutto il medio-basso Adriatico che già dalla mattinata di domani si presenterà agitato e soprattutto allo Ionio a largo che a causa dei fortissimi venti, sino a carattere di tempesta, rischia di passare da molto agitato (forza 6) a grosso (forza 7), con la formazione di grandi onde, alte anche più di 6.0 metri nel tratto antistante le isole Ionie, molto pericolose per la navigazione marittima. Le grandi onde si estenderanno al mar Libico, causando nella giornata di sabato 7 una forte mareggiata sulla costa della Cirenaica. Nel corso della giornata delle mareggiate di moderata intensità flagelleranno tutti i litorali della Sicilia settentrionale, dal palermitano al messinese tirrenico, e le coste del Molise, il settore nord del litorale garganico (da Punta Pietre Nere fino a Vieste), e tutta la costa tra barese e brindisino, dove giungeranno marosi alti anche più di 3.0-4.0 metri. Nelle aree costiere esposte al fenomeno dell’erosione la furia dei marosi sollevati dai forti venti di Maestrale e Tramontana potrà cagionare parecchi danni, specie in alcuni tratti del costa messinese tirrenico e del palermitano, già duramente colpiti dalle mareggiate degli anni passati. Ovviamente con queste pessime condizioni meteo/marine è agevole prevedere l’interruzione dei collegamenti marittimi con le isole minori. Le Eolie, Ustica, Pantelleria, le Pelagie e le Tremiti rischiano un isolamento di oltre 48 ore. Solo dalla giornata domenicale la situazione si dovrebbe normalizzare.
