
Mentre sui Balcani sta per scivolare quell’imponente blocco di aria gelida, messo in moto dallo “split” del vortice polare in sede artica, l’Italia, in particolare i settori adriatici e l’area ionica, vengono appena lambiti dai refoli freddi che dall’Ungheria, dalla Serbia e dai rilievi della Bosnia Erzegovina scivolando in direzione del basso Adriatico, Canale d’Otranto e Ionio, tramite moderate e fredde correnti di Grecale e Tramontana che si aprono a ventaglio sullo Ionio. Tale ventilazione, per chiare ragioni orografiche, indotte dalla presenza dei rilievi del massiccio dell’Aspromonte che generano una sorta di effetto “rifrazione“ alle correnti d‘aria nei bassi strati (dal livello del mare fino ai 1500-1600 metri di quota), in prossimità dell’area dello stretto di Messina tendono a piegare verso destra, incanalandosi all’interno del Canale, tra Reggio e Messina, come una componente pienamente meridionale, da S-SE a S-SO nell’imboccatura nord. Tale fenomeno è noto come “Scirocco di ritorno” (o falso scirocco) ed è molto comune quando sul mar Ionio, a seguito del posizionamento di robusti anticicloni sulla MittelEuropa, spirano intensi venti dai quadranti orientali o nord-orientali che in prossimità dello stretto subiscono questa brusca deviazione di diverse decine di gradi. Lo “Scirocco di ritorno” (o falso di Scirocco) è facilmente avvertibile visto che di solito, nella stagione invernale, quando soffia è molto più freddo dello Scirocco normale proveniente dall’entroterra nord-africano.
