Mentre sull’emisfero boreale, con la graduale frantumazione del vortice polare in tre lobi principali, si stanno per aprire freddi scenari, molto più consoni per l’inverno, nell’emisfero australe entra nel vivo la stagione dei cicloni tropicali. Proprio nei giorni scorsi, una nuova tempesta tropicale, si è venuta a sviluppare davanti le coste dell’Australia nord-occidentale, sul settore più orientale dell’oceano Indiano meridionale. La tempesta è stata denominata “Heidi” dall’agenzia meteorologica australiana che si occupa del monitoraggio di tutti i sistemi perturbati tropicali che si vengono a formare attorno i mari dell’Oceania nel periodo estivo (estate australe). Nella giornata di ieri “Heidi”, transitando sopra acque superficiali particolarmente calde, nel tratto antistante l’Australia nord-occidentale, si è ulteriormente rinvigorita, presentando al proprio interno una intensa attività convettiva, segno di un ottimo stato di salute della perturbazione tropicale. In poche ore il sistema, aspirando masse d’aria molto umide e calde dalla superficie oceanica, si è notevolmente intensificato, fino a trasformarsi in un vero e proprio ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti stimati sopra la soglia dei 120 km/h e raffiche ben superiori, specie nell’area attorno l’occhio. La pressione centrale, all’interno del sistema, è scesa sotto i 996 hpa secondo le rilevazioni dell’agenzia meteorologica australiana. Il rinforzo di “Heidi” ha allarmato non poco le autorità australiane che in poche ore hanno diramato una allerta meteo che riguardava tutti i territori e le aree costiere dell’Australia nord-occidentale, in previsione di un suo “landfall”.
“Heidi”, promossa a ciclone di 1^ categoria, si è subito mossa verso sud, spostandosi in direzione delle coste nord-occidentali australiane, rappresentando una seria minaccia per quest’ultime. Purtroppo, ancora prima di effettuare il “landfall”, “Heidi” continuerà a muoversi sopra acque superficiali molto calde e ricche di vapore acqueo, ingrediente fondamentale per lo sviluppo e l’intensificazione di un ciclone tropicale. Entro la mattinata di domani “Heidi”, mantenendo questo tipo di traiettoria, dovrebbe effettuare il “landfall” nell’area attorno Port Hedland, dove si temono danni a seguito del passaggio dei forti venti, ad oltre 100 km/h, e delle mareggiate che ne faranno seguito. Nella mattinata odierna “Heidi” era situata a circa 45 miglia nautiche (85 chilometri) da Port Hedland. Nelle ultime ore il ciclone, trovandosi a contatto con le calde acque dell’oceano Indiano meridionale, si è nuovamente rafforzato, al punto da raggiungere la 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti cresciuti fino a 140-150 km/h e raffiche di picco di gran lunga superiori nella zona attorno l’occhio. “Heidi”, raggiungendo la 2^ categoria della Saffir-Simpson, ora rappresenta una seria minaccia per tutta la regione del Pilbara, una delle nove regioni dell’Australia occidentale. Dando uno sguardo alle moviole satellitari si nota molto chiaramente come il centro della tempesta si è posizionato poco a nord-nord/est da Port Hedland, convogliando le prime estese bande nuvolose temporalesche lungo le coste dell’Australia nord-occidentale, dove stanno per affacciarsi i primi rovesci di pioggia collegati al ciclone. Entro la mattinata di domani “Heidi”, mantenendo questa traiettoria, si avvicinerà sempre più alle coste del Pilbara per arrivare ad effettuare il “landfall” definitivo lungo il tratto di costa poco a ovest di Port Hedland.
Durante il “landfall” e nella fase successiva i “Cluster temporaleschi”, attualmente in formazione in mare aperto, penetreranno lungo la terra ferma, apportando forti piogge e intensi rovesci, su gran parte del Pilbara occidentale, che verranno resi orizzontali dalle forti raffiche di vento, che supereranno anche i 100-120 km/h. Si stimano accumuli di oltre i 100-150 mm in poche ore, ma localmente gli apporti pluviometrici potrebbero risultare di gran lunga superiori. Le abbondanti piogge che andranno a colpire il Pilbara occidentale potranno determinare degli allagamenti e delle rapide inondazioni nelle aree pianeggianti, creando molti disagi. Intanto i residenti vicino a Port Hedland ed a est di Wallal sono stati avvertiti del potenziale rischio di inondazioni, lungo le aree costiere, determinato dall’effetto combinato fra l’alta marea e le forti mareggiate, prodotte dai fortissimi venti da Nord e NE che seguono il ciclone, che dalle prossime ore cominceranno a flagellare questo tratto di costa dell’Australia nord-occidentale, con l’avvento di onde alte più di 4-5 metri, in grado quindi di arrecare danni molto significativi. Si teme soprattutto per i danneggiamenti che i marosi potranno cagionare ai porti e alle importanti infrastrutture petrolifere e i gasdotti presenti davanti il Pilbara. Ancor prima del “landfall” il ciclone “Heidi” piloterà venti molto intensi su tutta l’area costiera nord-occidentale australiana, dapprima da Sud e S-SE (vento da terra a raffiche) e poi più da Nord e nord-ovest, con raffiche di oltre i 100-120 km/h, con punte localmente prossime ai 130 km/h nella città di Port Hedland e zone limitrofe. Subito dopo aver toccato terra il ciclone andrà rapidamente ad indebolirsi, declassandosi rapidamente in una depressione tropicale, in grado comunque di stimolare ancora l’attività convettiva dando la stura a intensi ma brevi temporali sull’entroterra dell’Australia occidentale, incluse le aree semi-desertiche più interne. I resti dell’ex ciclone “Heidi” inoltre attiveranno intensi venti dai quadranti orientali che, soprattutto nella giornata di domani, spazzeranno l’intero entroterra semi-desertico dell’Australia occidentale, prima di un suo successivo dissipamento atteso entro domenica.
