Il clima di gennaio in Italia

Gennaio è il mese centrale dell’inverno; le temperature sono basse e le piogge frequenti. Sulle regioni settentrionali le precipitazioni sono spesso a carattere nevoso. Le temperature più basse si verificano naturalmente sull’arco alpino, dove il terreno è sempre coperto di neve, ma anche nelle città del nord la temperatura scende spesso sotto lo zero. Nelle regioni dell’Italia centrale, escludendo le zone montuose, i valori sono in genere compresi tra 2 e 8 gradi di giorno, mentre di notte possono essere negative. Al sud sono quasi sempre positive e, di giorno, si arriva spesso ai 10 gradi.

L’abbigliamento è quello pesante invernale, con cappotti e giacconi imbottiti. Anche nelle estreme regioni meridionali si indossano di regola maglioni di lana e giacconi pesanti.

Nella prima parte del periodo le temperature assumono i valori più bassi dell’intero anno. I valori record appartengono quasi tutti all’ondata di freddo che si è verificata tra il 6 e il 12 gennaio 1985, in quella occasione in alcune città italiane, sono stati registrati i seguenti valori: Milano -18°C, Piacenza -22°C, Firenze -23 °C, Frosinone -19°C, Roma -11°C.

Le precipitazioni sono frequenti, in quanto la fascia dove scorrono le perturbazioni che colpiscono le regioni delle medie latitudini, in inverno si trova proprio sull’Italia. In genere il maltempo arriva sotto forma di invasioni di aria umida proveniente direttamente dall’Atlantico, che tuttavia ha già perso una buona parte del suo contenuto di acqua attraversando la Spagna, per cui si ha un cielo fortemente nuvoloso ma le piogge non sono abbondanti.

L’Italia settentrionale è generalmente interessata da nevicate sulla Pianura Padana e su quella Veneto- Friulana con l’arrivo di perturbazioni atlantiche che seguono intensi raffreddamenti responsabili di formazione di cuscini di aria fredda al suolo. Lo strato nevoso è compreso tra meno di 10 cm della fascia costiera adriatica a poco più di 40 cm nella parte centrale, tra Pavia e Milano e può arrivare a circa 45 cm dei dintorni di Torino o a Bologna.

Nella seconda parte del mese le temperature cominciano, lievemente, ad aumentare, anche se al nord le minime notturne rimangono in genere al di sotto dello zero. Le precipitazioni sono ancora frequenti ma non abbondanti, a causa della modesta temperatura del mare e quindi della modesta quantità di vapore acqueo immesso nell’atmosfera.

Le nebbie, in tutto il mese, sono molto frequenti sulla pianura padana e nelle valli minori del nord e del centro. Nelle ore notturne, quando la visibilità è spesso molto bassa, è bene mettersi alla guida sono nei casi di estrema necessità.

I venti sono moderati, spesso forti e provengono mediamente dai quadranti settentrionali, anche se, durante le perturbazioni, si hanno temporaneamente dei rinforzi da sud ovest. Nell’alto adriatico si hanno, in genere, da 5 a 6 giorni di bora.

I mari sono mossi e, durante il passaggio delle perturbazioni, possono essere agitati.

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