Il gelo russo si mette in moto sugli Urali; possiamo parlare di vero “Burian”, quali possibilità nevose per l’Italia ?

Fiocchi di neve farinosa e folate di vento sulla piazza Rossa di Mosca

I primi effetti del cambio circolatorio si iniziano a sentire sul comparto nord-orientale del vecchio continente e sui paesi orientali. La svolta barica è stata partorita dalla forte divergenza della “corrente a getto”, sopra l’area nord atlantica, che sta scavando un ampia saccatura che dal sud della Groenlandia si fionda in pieno oceano. Tale ondulazione ciclonica, gettandosi in mezzo all’Atlantico settentrionale, stimola una logica pulsazione dinamica dell’alta pressione delle Azzorre che con i suoi elementi estende un proprio cuneo stabilizzante verso nord-est, in direzione delle Isole Britanniche, l’Olanda, il mar del Nord e la Danimarca, con isobare superiori ai 1030 hpa al suolo. Al contempo, le propaggini più occidentali del famigerato anticiclone termico russo-siberiano (noto anche come l’Orso), con la loro radice dinamica in quota (anticiclone termo-dinamico), dalle pianure della Russia europea avanzeranno verso la Finlandia e la penisola Scandinava, quindi in moto convergente rispetto l’alta pressione oceanica. L’avanzata della propaggine più occidentale dell’anticiclone termico russo (rammendo che il cuore dell‘Orso rimarrà relegato sopra la Siberia centro-orientale), verso la penisola Scandinava, sta pilotando masse d’aria sempre più gelide, soprattutto nei bassi strati (aria gelida d’estrazione continentale), in direzione dell’Europa orientale e dell’area baltica, dove le temperature sono scese abbondantemente sotto zero, con valori sotto i –10° -15°. Il robusto ponte anticiclonico ha determinato anche una drastico cambiamento della ventilazione, nei bassi strati, che ora si è disposta più da Est o NE, con correnti che dalle pianure Sarmatiche e dagli Urali spingono verso la Scandinavia, il Baltico e l’Ucraina, per invadere il resto del vecchio continente. Tra la Russia europea e la Lapponia, grazie all’effetto “Albedo” favorito dai suoli recentemente innevati di fresco, i valori termici sono scesi, per la prima volta in questo inverno, sotto il muro dei -25° -30°.

Il gelo russo si porta verso il Baltico

In Lapponia, ad esempio, l’affondo dell’aria gelida dall’artico russo, ha fatto scivolare la colonnina di mercurio anche sotto i -35°. Intanto i freddi e secchi venti dai quadranti orientali che escono dalle pianure Sarmatiche, attraversando il golfo di Botnia e il mar Baltico (più miti rispetto all‘aria gelida che esce dalla Russia), si umidificano e addensano lungo le coste svedesi e il versante orientale delle Alpi Scandinave delle nubi basse (strati e stratocumuli ghiacciati) che danno luogo a nevicate di debole intensità che in queste ore stanno interessando un po’ tutto il territorio svedese, dalla Lapponia fino all’area di Stoccolma. Le nevicate, seppur deboli, nella maggior parte dei casi hanno carattere persistente e grazie alle basse temperature riescono a lasciare dei modesti depositi al suolo, imbiancando per bene i vasti boschi di conifere della Svezia. Ma delle nevicate sono in atto anche nel sud della Finlandia e sulla zona della capitale Helsinki. Nelle Repubbliche Baltiche, tra Estonia, Lituania e Lettonia, con le correnti orientali, il gelo è molto secco è accompagnato da cieli generalmente sereni o poco nuvolosi. Tra la nottata e la giornata di domani si dovrebbe registrate un ulteriore intensificazione del gelo tra Russia europea e Scandinavia. Ma questo rischia di essere solo un piccolo antipasto rispetto a quanto atteso nella prossima settimana.

Ma l’arrivo del gelo russo, tramite il “Buran”, potrà portare delle interessanti sorprese nevose anche in Italia ?

Difatti, stando alle proiezioni dei modelli, il poderoso anticiclone di blocco termo-dinamico, posizionato con i propri massimi barici al suolo di oltre i 1056 hpa (anticiclone termico) sulla parte settentrionale delle pianure Sarmatiche (Russia europea), ad inizio settimana risucchierà un intenso blocco di aria molto gelida e molto pesante (freddo pellicolare), ossia concentrato negli strati più bassi della troposfera (a differenza dell’aria artica-marittima), che dai bassopiani della Siberia occidentale e dagli Urali si metterà in marcia verso l’Europa orientale, attraversando le pianure Sarmatiche, le Repubbliche Baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina, fino al bacino del mar Nero e al resto dei paesi dell’est Europa. L’aria gelida comincerà a mettersi in moto dai bassopiani siberiani occidentali già dalle prossime ore, con l‘obiettivo di invadere l‘Europa. Insomma, dopo tanti anni di assenza, sul vecchio continente, o meglio dire, su una parte di esso, tornerà a soffiare il “Burian” (finalmente possiamo dirlo), il gelido vento dai quadranti orientali, in genere da E-NE, che spinge le masse d’aria molto fredde e gelide presenti sopra i bassopiani siberiani e le pianure Sarmatiche verso il cuore dell’Europa, portando dei crudi episodi invernali, con giornate di ghiaccio, con temperature perennemente sotto lo zero (sia di giorno che di notte), e deboli nevicate (neve ghiacciata di tipo farinoso). Nel proseguo della prossima settima, con l’irrobustimento della potente cellula anticiclonica di blocco sulla Russia europea, tale assetto circolatorio andrà ulteriormente a rinvigorirsi, favorendo, al contempo, la tracimazione del nocciolo gelido dai bassopiani della Siberia occidentale e dagli Urali fino ai paesi dell’Europa orientale, in particolare su Ucraina, Bielorussia, Repubbliche Baltiche, Moldavia e Romania, dove il gelo potrebbe divenire molto pesante da sopportare per le popolazioni locali.

Il nocciolo gelido nel cuore dell'Europa

Addirittura, lungo il Baltico, uno dei mari più dolci del pianeta, con l’avvicinamento del nocciolo dalle pianure Sarmatiche, isoterme pronte a scendere sotto i -20° -22° a 850 hpa, il gelo potrebbe farsi cosi forte da riuscire a far ghiacciare le acque superficiali di porti e canali. Tra mercoledi e giovedi il nocciolo gelido si muoverà verso il Baltico, la Scandinavia e su buona parte dei paesi dell’Europa centro-orientale, dove avverrà una sorta di tracollo termico, con temperature sotto i -20°. L’Italia dovrebbe essere interessata solo da una parte di questo intenso nocciolo gelido, quel che basta per produrre un massiccio raffreddamento che porterà il gelo (quello vero) su buona parte delle regioni centro-settentrionali, in particolare sulla pianura Padana, e sulle coste adriatiche. Su Trieste, come su molti altri importanti centri della Venezia Giulia, del Friuli, del Veneto e dell’Emilia/Romagna, si avranno con molto probabilità delle giornate di ghiaccio, con la colonnina di mercurio inchiodata per l’intero arco di giornata sotto la soglia degli . Il gelo si sarà molto forte su tutte le vallate alpine, con valori estremamente bassi. Gelo, che in qualche caso, verrà reso ancora più tagliente dalla ventilazione orientale, correnti di Bora, Grecale, Levante, che interesserà le nostre regioni per l’intera settimana. Riguardo i fenomeni nevosi ancora è difficile poter stabilire se questa incursione del gelo russo-siberiano sarà in grado di regalare interessanti eventi nevosi, degni di nota.

Di sicuro le regioni adriatiche, come il nord, saranno i più favoriti per vedere, magari in un secondo momento, importanti nevicate fino in pianure e sulle coste. Come sempre capita in questo tipo di schemi configurativi pienamente invernali, bisogna pure tenere presente un altro fattore importante, ossia le reazioni del mar Mediterraneo allo sfondamento dei primi refoli d’aria gelida d’estrazione continentale. Durante il corso della settimana, con l’avanzata del gelo russo sull’Europa centro-orientale, alcuni refoli freddi, trasportati dalla ventilazione orientale, penetreranno sul Mediterraneo centrale, interferendo con le correnti occidentali, molto più miti e umide, che scorrono sul basso Mediterraneo e lungo le coste nord-africane. La confluenza fra le differenti masse d’aria, nel cuore del “mare Nostrum”, innescherà diverse ciclogenesi autonome che daranno vita a intense fasi di maltempo, con possibili fenomeni temporaleschi, anche intensi. Sta nella traiettoria di queste ciclogenesi mediterranee stabilire quali saranno le aree che potranno essere da nevicate fino a bassissima quota, se non al piano. Di certo, sul finire della prossima settimana, le sorprese non mancheranno, anche se in pieno now/casting.