Secondo l’ornitologa Karen Rowe, che sta seguendo il caso, è improbabile che i merli siano stati avvelenati dato che sembrano far parte di uno stesso stormo che è caduto in volo. Si pensa che i volatili possano essere stati coinvolti da un fenomeno meterologico – come grandine ad alta quota o un fulmine – oppure colpiti dai petardi di Capodanno.
La pioggia di animali è un fenomeno raro ma non unico, infatti ce ne sono tracce antichissime. Se ne parla già nel Vecchio testamento, dove la temibile pioggia di rane è una delle piaghe d’Egitto. Poi c’è anche il “temporale di rane” che si verificò il 27 agosto 2005 a Ozdaci, nella Serbia del Nord. Un evento simile alla pioggia di merli era successo anche in Gran Bretagna nel Somerset: qui nel marzo del 2010 erano stati ritrovati al suolo ben 75 stormi. Anche in questo caso sconosciute le ragioni che avevano portato i volatili a schiantarsi al suolo.
Ma non solo rane e uccelli. L’anno scorso l’allarme scattò in Australia a Lajamanu, un villaggio di 669 anime nel Territorio del Nord, perchè improvvisamente iniziarono a piovere pesci, molti dei quali ancora vivi. In quel caso si riuscì a trovare una spiegazione scientifica: probabilmente i pesci venivano risucchiati da mini tornado che si formano sull’oceano e poi “lanciati” anche a decine di chilometri sulla terraferma. Molto spesso, insomma, sono i fenomeni meteorologici estremi a determinare questo tipo di “piogge” di animali dal cielo. Sarà stato così anche per Beebe?
