Nell’inchiesta sulle cause e resposabilita’ del naufragio della nave Costa Concordia “e’ fondamentale l’analisi della scatola nera”. Lo ha ribadito il capitano di vascello, Nerio Busdraghi, del Comando generale delle Capitanerie di Porto, oggi a Grosseto per un incontro in Procura con il pool di magistrati che si occupa dell’inchiesta sulla tragedia accaduta venerdi’ 13. La scatola nera della nave e’ stata recuperata e bisognera’ ora attendere l’incidente probatorio richiesto dalla Procura per avere un quadro piu’ chiaro e certo dell’accaduto. L’apparato ha registrato anche le voci in plancia di comando e quindi sara’ ancor piu’ determinante ai fini dell’inchiesta. Un accertamento irripetibile e sul quale fa estremo affidamento la Procura per delineare le responsabilita’. Lo stesso apparato dovrebbe contenere anche tracce di comunicazioni telefoniche tra la plancia di comando e la terraferma, ovvero l’unita’ di crisi della Compagnia di navigazione che quella sera ha seguito le fasi successive all’impatto della nave con gli scogli, oltre alle comunicazione tra la nave e la Capitaneria di Porto di Livorno.
