Incidente Concordia, gli ufficiali della Costa chiamano in causa la compagnia e il comandante

Gli ufficiali della Costa Concordia sentiti in questi giorni dalla Procura di Grosseto chiamano in causa la compagnia e il comandante Francesco Schettino su alcuni punti specifici, che rischiano di ‘inguaiare’ ancora di piu’ l’alto ufficiale, ma soprattutto l’armatore. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, che citano i verbali di interrogatorio del terzo ufficiale in coperta Silvia Coronika, dell’ufficiale addetto alla sala macchine Alberto Fiorito e di altri membri dell’equipaggio, emergono responsabilita’ che ora i pm stanno verificando, e che accelerano i tempi con cui verranno ascoltati i vertici di Costa. L’armatore sapeva dell’inchino, anzi lo aveva chiesto per motivi pubblicitari, sostengono gli ufficiali, che su questo punto concordano con Schettino. ”A 4 miglia dall’isola del Giglio il comandante e’ salito in plancia e ha disposto la navigazione in manuale, poi ha ordinato un’accostata a dritta”, ha detto la Coronika ai pm, spiegando che Schettino disse all’addetto alla cartografia: ”Vieni qua, che dobbiamo tracciare una rotta per passare vicino al Giglio e fare un inchino”. E l’inchino ”non viene fatto sempre, ma nelle ultime tre volte nella tratta Civitavecchia-Savona e’ stato fatto”, ha dichiarato Alberto Fiorito. C’e poi la conferma, nelle dichiarazioni degli ufficiali ascoltati in Procura, che la nave non e’ naufragata in mare aperto ma si e’ arenata davanti all’isola solo per una casualita’. Affermazioni queste che smentirebbero Schettino, che invece ha dichiarato di aver fatto una manovra di emergenza per avvicinarsi all’isola e aver evitato cosi’ di colare a picco in mare aperto, salvando ”migliaia di vite”, come ha detto il comandante ai magistrati. Invece, la nave si sarebbe piegata per l’inerzia e per l’effetto perno delle ancore gettate in acqua, senza che nessuno avesse impartito l’ordine di dirigersi verso la costa. Infine, gli ufficiali hanno confermato la versione di Schettino sul fatto che la Costa Crociere era stata tempestivamente informata dell’avvenuto naufragio, ma nonostante questo l’ordine di evacuazione generale fu dato in ritardo di oltre un’ora.