Tra i brasiliani che si trovavano a bordo della nave Costa Concordia (57, tra turisti e membri di equipaggio, secondo gli ultimi dati del ministero degli Esteri di Brasilia), 15 appartenevano a una stessa famiglia, proveniente dallo stato di Ceara’. La piu’ turbata del gruppo era forse Lia Cavalcante Aragao, 17 anni: ”Non mettero’ mai piu’ piede su una nave in tutta la mia vita”, ha detto tra le lacrime alla sorella, Larissa. La ragazza viaggiava in compagnia del fidanzato, Plinio Pinto, che commemorava l’anniversario di 50 anni di matrimonio dei nonni, Celeste Bezerra e Pedro Jorge Bezerra. ”Mancavano appena 10 ore alla fine della sua crociera”, ha raccontato alla stampa locale Fernanda Buttgereit, madre di Lia, mentre aspettava la figlia nel salone dell’aeroporto di Recife, insieme ad altri parenti. ”Doveva essere un’esperienza di felicita’ – ha continuato la donna – ed e’ finita in tragedia”. Momenti di terrore sono stati descritti anche da altri sopravvissuti brasiliani, atterrati stavolta a Porto Alegre. I segni di quelle ore concitate sono visibili sulle braccia dell’anziana signora Neiva Luz. Il figlio, Luiz Augusto, che stava con lei sulla nave, l’ha stretta con forza per aiutarla a entrare nel gommone di salvataggio. ”Prima di pensare a me – ha detto l’uomo – ho cercato di salvare lei. Le ho lasciato questi brutti segni, ma sono dimostrazioni di amore”. Il turista ha anche ricordato i momenti immediatamente successivi all’allarme. ”Da un momento all’altro – ha detto – il comandante ci ha semplicemente ordinato di lasciare la nave. Il panico cosi’ e’ stato generale”. ”Ci sono state persone che si sono buttate in mare senza riuscire a salire sulle scialuppe di salvataggio”, ha invece affermato l’avvocato Lucia Mattos.
