“Ci vorranno giorni, a seconda delle condizioni del tempo”. Molto, nella fase delle operazioni di soccorso di eventuali naufraghi e messa in sicurezza della Costa Concordia “dipendera’ dal mare”. E ancora, sono 29 i dispersi (ma la lista passeggeri e’ sulla nave e deve ancora essere recuperata). Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale, nel corso di una conferenza stampa. Il prefetto ha parlato al termine della riunione dell’Unita’ di crisi nella Sala operativa della Protezione civile a Grosseto, spiegando che l’obiettivo dei soccorritori rimane sempre quello di trovare “persone ancora in vita”. Gabrielli ha pero’ ricordato le difficolta’ incontrate dagli operatori intervenuti. Non e’ affatto facile “camminare su una nave capovolta”, dove “i corridoi diventano pozzi” e “le porte delle cabine devono essere aperte verso l’alto”. Il capo della Protezione civile, rispondendo a una domanda, ha raccontato di essere stato informato del naufragio della Costa Concordia alle 22:42 di venerdi’ e di aver quindi avvisato il governo attraverso il sottosegretario Antonio Catricala’. Gli aggiornamenti si sono susseguiti nei giorni successivi. Infine, sul bilancio dei dispersi, Gabrielli ha spiegato che i dispersi sono 29. “Noi – ha sottolineato – non abbiamo la lista ufficiale dei passeggeri che e’ sulla nave e deve essere recuperata”. In questa categoria sono stati inclusi coloro “di cui non si sa nulla ma che sono rivendicate da parenti o familiari”. Uno di questi dispersi, ha concluso, probabilmente sarebbe “riconducibile al cadavere di un cittadino tedesco che sara’ sottratto a questa lista quando ci sara’ la certezza che e’ lui”.
