
Schettino parla anche di un altro possibile ‘movente’ dell’inchino (dedicato al maitre e all’ex comandante Mario Palombo): una sorta di gara con un altro comandante, Massimo Garbarino, che “faceva gli inchini lì e io gli promisi – gli ho mandato anche una email – che, alla successiva estate, l’avrei fatto“. Secondo Schettino, la scatola nera era rotta e non darà ulteriori informazioni: “A bordo avevamo il problema che da 15 giorni si era rotto il back-up del sistema Vdr e avevamo fatto richiesta all’ispettore di aggiustarlo. Ma non era successo“.
Riguardo i ritardi dell’allarme, “Prima di dare l’emergenza dobbiamo essere sicuri perché non voglio rimanere con i passeggeri in acqua, né creare panico che la gente mi muore per nulla“. Schettino parla di numerosi contatti con l’armatore: con il marine operator della Costa Roberto Ferrarini “Ci siamo sentiti più volte. Non ricordo quante“. Ferrarini gli avrebbe promesso: “Mando gli elicotteri“. Schettino dice che in plancia con lui quella sera c’erano anche il maitre Tievoli e Manrico Giampiedroni (il commissario premiato ieri da Schifani).