
“La lettura della scatola nera della Concordia potra’ riservare sorprese, come avvenne dopo l’affondamento della nave di ricerca Thetis nel 2007“. Lo ha detto Salvatore Mazzola, direttore dell’Istituto per l’Ambiente Marino-Costiero (Iamc) del Cnr, dopo il recupero del dispositivo con i tracciati delle rotte seguite dalla nave di Costa Crociere. “Quando, nell’agosto del 2007, la nostra nave fu affondata nell’impatto con la nave portacontainers MSC Eleni nelle acque antistanti Mazara del Vallo – ha ricordato – le scatole nere del mercantile smentirono le dichiarazioni del suo comandante“. Secondo Mazzola e’ prematuro comunque commentare una vicenda dai contorni ancora oscuri: quello che e’ certo, pero’, e’ che “c’e’ molto da lavorare per colmare i vuoti normativi e tecnici che rendono incidenti come questo possibili. Le tecnologie di controllo del traffico marino – ha rilevato – hanno fatto passi in avanti, ma c’e’ ancora molta strada da fare“. Mazzola ha spiegato che “c’e’ una quantita’ notevole di incidenti in mare, che coinvolte tantissimi pescherecci di cui, in alcuni casi, si perde anche traccia. Certo e’ impossibile eliminare del tutto questi incidenti, ma il miglioramento degli apparati tecnici potrebbe ridurli notevolmente“. Sulla prassi da seguire in caso di incidenti, il direttore dell’Iamc, pur non esprimendo giudizi sul comandante della Concordia, ha osservato che “il comandante, ovviamente, deve essere l’ultimo a lasciare la nave e il primo obbligo dell’ equipaggio e’ assistere i passeggeri“.