
”Abbiamo avuto paura di finire in mare mentre venivamo calati con la scialuppa in acqua perche’ i ganci che sorreggevano la barca non si sono sganciati contemporaneamente”. A un passo dalla salvezza Silvia Dessi’, 29 anni, di Decimomannu (Cagliari), a bordo della Costa Concordia insieme al suo fidanzato Nicola Paderi, di 32 anni, ha rischiato di finire in acqua insieme ai tanti che si sono tuffati per raggiungere la riva a nuoto. Alla fine la scialuppa e’ riuscita in qualche modo a prendere il mare. Ora Silvia e Nicola sono all’hotel Hilton di Fiumicino, in attesa di un volo che li riporti in Sardegna dopo il viaggio da sogno diventato improvvisamente un incubo. ”Eravamo al ponte nove – racconta – quando abbiamo avvertito l’urto: in quella sala c’era pochissima gente. Ci siamo resi conto di quello che stava succedendo quando abbiamo preso le scale: scene apocalittiche. Anziani e bambini in pigiama, disabili in difficolta’, scarpe e ogni tipo di oggetti che rotolavano. Siamo corsi verso il ponte tre e ci siamo sistemati davanti a una scialuppa. Ci dicevano: non e’ niente, non e’ niente. Ma noi avevamo capito tutto. Per farci dare il giubbotto salvagente senza andare a recuperarlo in cabina abbiamo dovuto alzare la voce. E ce l’hanno dato”. Poi la traversata sino all’isola del Giglio: ”Ho visto – continua il racconto Silvia – un ragazzo della scialuppa accanto in preda a una crisi epilettica e tanta gente che stava malissimo”. Poi l’approdo e la salvezza: ”Tante persone – racconta- avevano i vestiti fradici: erano quelle che si sono tuffate in acqua per raggiungere la riva a nuoto”. Dall’Isola del Giglio a Porto Santo Stefano, poi stamattina il viaggio in pullman sino a Fiumicino: ”Ci hanno dato tutto il necessario – spiega Silvia – per la permanenza anche perche’ noi non abbiamo piu’ niente: carte di credito, bancomat, contanti sono rimasti in cabina”. Ora l’attesa, prima dell’ultimo viaggio di una vacanza che doveva essere di relax e spensieratezza. E che invece si e’ trasformata in un’odissea.