Incidente Costa Concordia, l’ufficiale-eroe: “essere solo al buio è stato il terrore più grande”

“Al buio. E’ stato il mio terrore essere solo al buio. Anche se la speranza non l’ho mai abbandonata”. Manrico Giampedroni, l’ufficiale-eroe della Costa Concordia rimasto intrappolato nel relitto della nave per 36 ore, nonostante la paura non si pente di una vita trascorsa in mare. “Pentito? Nemmeno un secondo – risponde sicuro in un’intervista a ‘la Repubblica’ – Il mare e’ la mia vita. Lavoro alla Costa da 18 anni, prima di diventare commissario facevo il macchinista”. E di smettere e optare per la pensione, dopo questa brutta vicenda, “non se ne parla proprio – puntualizza in un’intervista a ‘Il Secolo XIX’ – perche’ sono un marinaio”. Nel relitto e’ rimasto intrappolato mentre correva tra le cabine e il ponte per cercare passeggeri intrappolati. “E’ cosi’ che sono caduto – conferma – stavo raggiungendo la plancia quando si e’ aperta una buca e ci sono finito dentro. E’ stata come una botola che mi si e’ aperta sotto i piedi”. E cosi’ “sono precipitato per 4 o 5 metri – racconta – ho sentito un gran dolore alla gamba. Poi mi sono reso conto che ero finito dentro il salone ristorante e quando l’acqua ha cominciato ad entrare sono salito su un tavolo”. Ma “ho sempre sperato di farcela, sempre. Non potevo mollare, ho continuato a pensare che ne sarei venuto fuori”. Giampedroni ha capito di averla spuntata quando ha “sentito che arrivavano da me, che ascoltavano i miei pianti. Quando ho sentito arrivare i soccorsi e’ stata un’esperienza indescrivibile”. Un pensiero va ai vigili che lo hanno salvato: “sono loro gli eroi”, puntualizza. Mentre “io non lo sono, non scrivete queste cose. Per piacere”.