Il mare dell’Isola di Giglio e’ stato ”escluso dal Parco Nazionale per volere del nuovo sindaco che ha fondato la propria campagna elettorale proprio contro l’area protetta. Un’area marina protetta al Giglio sarebbe certamente stata evidenziata sulle carte nautiche e segnalata con apposite boe ed e’ quindi pensabile che in questo caso avrebbe costituito un elemento in piu’ per prevenire quanto accaduto”: lo afferma il Wwf in una nota chiedendo anche un’ operazione-verita’ sul Santuario dei Cetacei e una riflessione sul ruolo delle aree marine a tutela delle piccole isole. ”Il Wwf, come piu’ volte sostenuto – si legge nella nota – ritiene che la tragedia della Costa Concordia debba portare nuove decisioni non solo per il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano ma anche per il Santuario dei cetacei che ad oggi e’ sostanzialmente privo di regole e di garanzia ad esclusione delle gare off-shore”. L’associazione ribadisce, come gia’ richiesto al ministro Clini, ”l’importanza di fare un punto di verita’ sul Santuario dei Cetacei”. Ma, continua il Wwf, ”al di la’ di questo, va fatta una riflessione sulla funzionalita’ delle aree marine a tutela delle piccole isole”. ”Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – scrive il Wwf – gestisce anche un’area marina protetta ma questa non comprende il mare del Giglio perche’, dopo il sostegno iniziale dell’ Amministrazione comunale, questa ha espresso parere negativo a seguito del cambio di maggioranza del nuovo sindaco, che ha fondato la propria campagna elettorale proprio contro l’ ampliamento dell’area marina protetta al Giglio”. ”Un’area marina protetta impone regole che sono sempre rispettose delle esigenze locali ma che prevengono forme di fruizione impattanti e impongono fasce di rispetto. Infine ”il Wwf apprezza molto il tentativo che si sta facendo per arrivare ad una definizione di rotte navali che riconoscano la priorita’ delle aree sensibili”.
