Chi era al comando della Concordia la sera del 13 gennaio si accorse che la rotta era sbagliata e diede il comando di ‘indietro tutta’. Ma troppo tardi. Prima dell’impatto, infatti, la nave di colpo ”si mise a vibrare in modo fortissimo, come se andassero indietro”. Con la prua la Concordia riusci’ ad evitare lo scoglio, ma non con la pancia, che urto’ ‘Le Scole’. Lo ha riferito all’Ansa una passeggera a bordo della Concordia quella notte, Eghli Cabrera, venezuelana imbarcatasi sulla Costa Concordia a Barcellona. Secondo quanto riferito dalla passeggera, la dinamica dei quei momenti si e’ svolta in questa successione: ”Eravamo al ristorante, la situazione era normale. I motori si sono prima fermati, sono rimasti fermi per un po’, poi sono ripartiti all’improvviso e la sensazione era di andare a tutto gas a marcia indietro. Il rumore era fortissimo e la nave vibrava. Poco dopo c’e’ stato l’urto violento”. La donna, che era in vacanza con un’amica, ha fornito la sua testimonianza al telefono da Barcellona, la citta’ da cui si era imbarcata, il 9 gennaio, e dove nel frattempo e’ tornata dopo il naufragio. E’ in attesa di riavere il suo passaporto per poter fare rientro nel suo Paese. ”Dopo l’urto abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave – ha riferito -. Dal ristorante siamo rientrati nelle cabine, abbiamo indossato i giubbotti di salvataggio e abbiamo raggiunto il Ponte Quattro. Ma abbiamo aspettato un’ora e mezzo aggrappate ad un tubo prima di poter salire su una scialuppa e metterci in salvo, perche’ non arrivava l’ordine di evacuazione”. La turista ha raccontato che dal giorno dell’imbarco non si era ancora svolta nessuna esercitazione a bordo. Secondo quanto comunicato ai passeggeri, sarebbe stata fatta dopo l’imbarco dei crocieristi a Savona. Eghli Cabrera e la sua amica sono state tra le prime a salvarsi.
