“E’ importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante. Altrimenti l’isola del Giglio e’ condannata“. Cosi’ il geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, interviene sul disastro della nave Concordia di Costa Crociere. “Il mio primo pensiero – aggiunge – va alle vittime e ai dispersi nell’incidente. Premesso questo, quanto accaduto potrebbe avere anche un risvolto ambientale“. Anche se i serbatoi di navi di questa stazza “sono ben protetti – rileva Tozzi – e’ importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si provvedera’ a metterlo in sicurezza, credo nelle prossime ore“. Ma un danno ambientale, secondo il geologo, c’e’ gia’ stato: “la nave, nell’impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato con se’, ha rovinato parte del fondale per un bel po‘”.
Secondo Tozzi alla base del disastro c’e’ probabilmente una concatenazione di errori: “i sistemi radar ed elettronici oggi consentono una navigazione sicura – sottolinea – quindi c’e’ probabilmente stata una segnalazione elettronica che qualcuno non deve aver controllato. Normalmente, infatti, le rotte di navi di questa dimensione passano ad almeno tre miglia dalla costa“. E un miglio, secondo l’ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, “e’ la distanza minima suggerita dalla costa“. Non e’ comunque, secondo il geologo, questione di regole: “basterebbe un po’ di buon senso“. Regole piu’ severe servirebbero invece, secondo Tozzi, per le petroliere, ovviamente piu’ pericolose a livello ambientale delle navi da crociera. “Quando ero presidente del Parco – ricorda – chiesi senza successo il bando alle petroliere che continuano a passare nelle vicinanze delle isole“. “Un incidente con sversamento di petrolio in mare, infatti” – conclude il geologo – potrebbe danneggiare le isole per anni“.
