Sandro Nanni e Andrea Selvini del Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa Emilia-Romagna hanno pubblicato oggi un articolo didattico in riferimento agli episodi di precipitazioni nevose di questi ultimi giorni. Gli esperti dell’Arpa hanno voluto spiegare prevemente di che tipo di fenomeni si tratta, spiegando che “non deve destare preoccupazione alcuna” a fronte di alcuni allarmismi determinati dalla dicitura di “neve chimica” e da alcuni servizi giornalistici decisamente allarmanti e catastrofisti sulle televisioni. “Le precipitazioni – spiegano Nanni e Selvini – sono state determinate dal brinamento della nebbia presente negli strati prossimi al suolo in presenza di goccioline di acqua sospesa a temperature inferiori allo zero. Il termine neve chimica è improprio, nel senso che la presenza di sostanze chimiche presenti in atmosfera favorisce il fenomeno agendo da catalizzatore, ma la condizione fondamentale è la pre-esistenza di umidità relativa elevata e di temperature dell’aria inferiori allo zero. La combinazione dei due fenomeni non è particolarmente frequente, poiché solitamente la nebbia mantiene costante la temperatura dell’aria intorno a valori che in valpadana sono generalmente superiori a zero gradi centigradi. Il fenomeno – concludono gli esperti – è diverso dalla galaverna che si determina quando le particelle di nebbia sopraffusa vengono a contatto con oggetti aventi temperature inferiori allo zero, gelando istantaneamente. Passando alla situazione meteorologica dei prossimi giorni, il rialzo delle temperature previsto porrà fine a questo particolare fenomeno atmosferico“.
