Previsioni Meteo: occhio a fine mese, tra depressioni mediterranee e correnti fredde da nord/est

In queste ore una nuova discesa d’aria fredda d’origine nord Atlantica sta colpendo i Balcani e l’Europa orientale, tanto che a momento nevica a Bucarest, Sofia, Kiev e Varsavia. In Scandinavia le temperature sono ormai gelide mentre fa più caldo nell’Europa occidentale fa più caldo. Anche l’Italia è colpita di striscio da questa nuova discesa fredda proveniente da nord/ovest e diretta nei settori orientali del continente: al centro/sud il tempo è instabile e perturbato, con molte nubi e piogge sparse tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Le temperature, però, non sono bassissime e nevica solo in alta montagna. Questo rapido passaggio perturbato, però, è davvero velocissimo e già dal primo pomeriggio di oggi la situazione meteo migliorerà ovunque, anche se nei prossimi giorni continueremo ad avere nubi, nebbie e foschie specie nelle zone occidentali del Paese, mentre in pianura Padana c’è ancora il gelo, a conclusione di una settimana dal clima polare tra galaverna, neve chimica e tante giornate di ghiaccio.
Guardando più in avanti, il quadro barico che tenderà a manifestarsi da quì fin verso la fine del mese sembra orientato finalmente verso quel cambio configurativo delle maggiori figure sinottiche che in questi ultimi mesi hanno penalizzato alcune zone europee e anche italiane.

Infatti sembra proprio che il vortice polare abbia la possibilità di decelerare con un vistoso calo della sua forza che non pomperà più masse d’aria fredde attorno al suo asse, ma potrebbe finlamente decidere di indebolirsi quel tanto che basta da consentire scambi meridiani decisivi quanto meno per far aumentare il dinamismo anche in area mediterranea.

Il tutto lo si nota anche dagli indici ‘ao’ e ‘nao’ vistosamente in calo tra valori molto negativi per il primo e attorno alla neutralità il secondo, che indicano innanzitutto un ripristino di correnti artiche in possibile affondo nel Mediterraneo occidentale che attirerebbero poi masse d’aria fredde da Nord/Est sul bordo dell’anticiclone azzorriano che tenterebbe a sua volta la chiusura delle correnti atlantiche con il suo collega russo attraverso il famoso ponte di wejkoff.

Ancora una mappa di ECMWF per gli ultimi due giorni di gennaio

Dunque c’è la netta sensazione che da quì alla parte finale del mese si possa assistere a un netto cambio configurativo che se ad oggi non è logicicamente possibile inquadrare sotto gli apetti locali, potrebbe quanto meno segnare la svolta decisiva per le sorti invernali del continente, specie delle zone medio/basse tra il Mediterraneo occidentale e l’Italia.

Il tutto poi lo si giocherebbe tra fine mese e Febbraio e Marzo dettato anche dal valore negativo assunto dalla ‘QBO‘ che è passata sotto il segno “meno” a tutti i livelli isobarici e che presumibilmente influenzerà in modo netto anche le sorti della prossima primavera, la quale si preannuncia molto dinamica e a tratti anche fresca.

Detto questo possiamo già dire che alcune onde pertubate si faranno strada verso l’area italiana e del Mediterraneo centrale, dapprima con una nuova sfuriata “Balcanica” che tra 24 e 25 gennaio dovrebbe colpire l’Italia ancora una volta in modo marginale, con qualche fenomeno nelle Adriatiche e al sud e un pò di freddo ovunque, poi con un affondo nord Atlantico verso il Mediterraneo centro/occidentale tra 26 e 27 gennaio, con un possibile cut/off della saccatura oceanica che potrebbe poi determinare tra 28 e 29 una volenta ondata di maltempo tipicamente Mediterranea a causa della nascita di una perturbazione molto profonda proprio intorno all’Italia centro/meridionale, dove piogge serie e sostanziose mancano ormai da un bel pò di tempo.

Ed ecco che in tal frangente, qualora si formasse la struttura a ponte tra l’anticiclone delle Azzorre e l’anticiclone Russo/Siberiano, sotto questo grande ponte di alta pressione scorrerebbero correnti molto fredda dalle steppe russe fin verso le zone settentrionali italiane e del centro europeo capaci di arrecarvi un’ondata di gelo davvero significativa, proprio in concomitanza con i giorni della merla.

Siamo nel campo delle ipotesi, ma l’evoluzione prospettata dai principali centri di calcolo è questa. Dal punto di vista “teleconnettivo” e barico, senza ombra di dubbio qualcosa si muoverà. Le modalità e i dettagli di questo cambiamento non sono, per ovvie ragioni, ancora di facile lettura ma su questo ci aggiorneremo nei prossimi bollettini: continuate a seguirci!
Di certo, l’inverno non è finito. Anzi, è corretto dire che per alcune aree probabilmente deve ancora iniziare