
”Nell’ultimo decennio la mancata ricarica di Bilancino, nel periodo gennaio-maggio, non e’ avvenuta nel 50 per cento dei casi – commenta la Segretaria dell’Autorita’ di Bacino Gaia Checcucci – fenomeno che e’ avvenuto nel 2000, 2002, 2003, 2007, 2008. Se guardiamo i dati storici vediamo che e’ confermata la tendenza del 50% negli ultimi 60 anni. La ricarica dipende anche dall’intervallo con cui avvengono le precipitazioni, come per esempio se queste avvengono dopo un periodo siccitoso abbiamo una ricarica meno significativa. Per questo, per ricaricare le falde e’ importante che ”piova sul bagnato”. Non e’ detto che se in autunno e’ piovuto poco, piova molto in primavera. Le analisi dei dati mostrano un quadro preoccupante: gli indici delle precipitazioni mostrano come negli ultimi sei mesi la fotografia del territorio del bacino dell’Arno evidenzi zone che vanno da eccezionalmente a estremamente secco. Attualmente le aree in sofferenza sono il Chianti, il Valdarno superiore, il Pistoiese, la Valdera e la zona costiera di Pisa”.
”Basta un’occhiata per capire come siamo messi – riflette il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis – In genere in questi giorni il lago era pieno e oggi invece ci mette di fronte alla drammaticita’ dei cambiamenti climatici. La straordinaria siccita’ del 2011, infatti, purtroppo continua anche in questo 2012 e in pieno inverno. Sembra incredibile parlare di siccita’ in un mese come gennaio, ma la realta’ parla chiaro. Qui non sono sparite le mezze stagioni ma le piogge autunnali e invernali, la neve che caratterizzava questo periodo”. ”Tutte le nostre strutture operative – aggiunge D’Angelis – ci segnalano problemi di crollo delle risorse locali, e l’azienda e’ in allarme permanente. All’orizzonte i meteorologi non avvistano buone notizie e noi sappiamo che se continuera’ a mancare la pioggia, avremo problemi seri per la prossima primavera ed estate. Faccio un appello ai cittadini ad un uso responsabile dell’acqua potabile, bastano poche piccole accortezze per non sprecarla, usiamola solo per esigenze strettamente potabili, alimentari e igieniche”.
Anche tenendo conto delle finalita’ che la Regione Toscana si propone nell’ultima legge regionale dedicata alla ”riduzione e al risparmio” Checcucci e D’Angelis auspicano che quanto prima si realizzi un monitoraggio di tutti i prelievi esistenti sui corsi d’acqua, che riguardano in particolare agricoltura e industria, e si rifletta seriamente sulla leva dei canoni di concessione che la Regione dovra’ determinare, azione da utilizzare per ridurre i danni che derivano da una situazione di siccita’.
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