
Il mondo attende con il fiato sospeso la caduta sulla terra della sonda russa Phobos-Grunt, che secondo l’agenzia spaziale di Mosca, Roscomos, dovrebbe cadere nell’oceano atlantico. L’impatto secondo gli esperti riguardera’ non piu’ di circa 200 kg di materiale, suddivisi in 20-30 frammenti. Una minima parte rispetto alle oltre 13 tonnellate del peso originario del satellite, costato 165 milioni di dollari. Gli esperti dell’Agenzia Spaziale russa Roscosmos tengono comunque a precisare che non esiste motivo di preoccupazione: i serbatoi in alluminio, che contengono 11.000 tonnellate di combustibile tossico – sufficiente a portarla sul satellite di Marte, Phobos – esploderanno a causa dell’attrito. La sonda era stata lanciata lo scorso 8 novembre dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, assieme ad un piccolo satellite cinese. Phobos-Grunt, pero’, non ha mai preso la strada per il pianeta rosso, bloccandosi all’altezza dell’orbita terrestre e cominciando una lenta caduta incontrollata. La motivazione ufficiale e’ un malfunzionamento del sistema di propulsione Fregat. Ma il fallimento del terzo tentativo russo di raggiungere Phobos (il primo risale al lontano 1988), nonche’ dell’ennesimo tentativo “marziano” resta in effetti ancora abbastanza misterioso. Il presidente di Roscosmos Vladimir Popovkin, seppure in modo assai diplomatico, non ha del tutto smentito la possibilita’ di un sabotaggio durante il sorvolo di aree del pianeta non controllabili da Mosca.
