
”Ho visto molta gente cadere in mare, altre persone travolte, scene di panico. E’ stata una situazione molto delicata”: questo il racconto dai toni concitati del vicesindaco di Terni, Libero Paci, anche lui insieme alla moglie a bordo della nave Costa Concordia che la notte scorsa si e’ incagliata a largo dell’isola del Giglio. ”Abbiamo visto scene di panico – spiega ancora Paci – e anche la pressione per salire sui mezzi era forte, anche se era chiaro che le lance erano insufficienti. Infatti sono finite subito e noi, tra gli ultimi a scendere, abbiamo dovuto utilizzare delle zattere per sbarcare, poco prima delle 22, all’isola del Giglio scortati da una motovedetta dei Carabinieri’‘. Paci riflette sul fatto che ”non si sia gestita subito l’evacuazione, abbiamo dovuto attendere due ore. In quei frangenti l’organizzazione non e’ stata il massimo, regnava il caos. Anche la dinamica dell’incidente ci lascia molto perplessi”. Paci e la moglie stanno bene e intorno alle 12.15 di oggi sono stati fatti sbarcare a Porto Santo Stefano a bordo di un traghetto dopo aver passato la notte in una sala parrocchiale dell’isola. ”C’eravamo imbarcati intorno alle 17 di ieri dal porto di Civitavecchia – racconta Paci, ripercorrendo i momenti vissuti ieri sera – io e mia moglie eravamo al ristorante quando, poco prima delle 22, abbiamo sentito un rumore molto forte. E’ venuta meno l’energia elettrica e la nave ha iniziato a inclinarsi. Nonostante questo, il comandante ha mandato agli altoparlanti un messaggio rassicurante, spiegando che si era trattato un guasto tecnico ai generatori. Ma era evidente che non era cosi”’. Solo verso le 24, spiega ancora il vicesindaco di Terni, ‘‘e’ arrivato l’ordine di indossare i giubbotti di salvataggio e cominciare ad abbandonare la nave”.