
Il dossier snocciola i numeri dei principali elementi di pericolo nelle aule degradate: distacchi di intonaco (nel 18% delle classi), altri segni di fatiscenza (30%), finestre rotte (23%), assenza di tapparelle o persiane (56%), pavimenti sconnessi (21%), prese e interruttori rotti (14%), banchi e sedie rotte (nel 13 e nel 18% dei casi), presenza di barriere architettoniche (9%). A questi dati si aggiunge l’aumento del numero di studenti per aula: dal rapporto di Cittadinanzattiva emerge che le classi con piu’ di 30 alunni sono 21 su un totale di 1.234, ossia l’1,7%. “Il ministero dell’Istruzione ha dichiarato che quest’anno il numero di classi oltre i parametri stabiliti e’ pari a circa lo 0,6%”, ricorda il focus, “in percentuale il dato non colpisce ma trasformato in valore assoluto su circa 370.000 aule quelle con piu’ di 30 alunni ammonterebbero a 2.220, per un totale di oltre 66mila studenti. In tante scuole gli alunni sono stipati in aula come sardine, con effetti deleteri su vivibilita’, didattica e sicurezza”. Secondo l’indagine, l’88% delle aule non ha porte antipanico e le scale di sicurezza sono assenti, in tutto o in parte, nel 22% delle scuole a piu’ piani: “Ci preoccupa quello che potrebbe accadere se da queste scuole fosse necessario uscire in fretta in caso di emergenza”, dicono dall’associazione. Il rapporto nasce dall’indagine su 88 scuole di 12 regioni: Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Terremoti, “Cittadinanzattiva” lancia l’allarme scuole: “il 28% non è a norma”
