
Torniamo a parlare della forte ondata di maltempo che sta colpendo la West Coast degli Stati Uniti grazie a una temporanea ripresa delle “Westerlies“ sul nord Pacifico. L’intensa e profonda circolazione depressionaria, minimo barico al suolo salito sopra i 975 hpa, che da giorni insiste sul Pacifico settentrionale, ha pilotato verso gli stati della costa occidentale americana un esteso sistema frontale, carico di piogge e rovesci che si sono abbattute tra la British Columbia (appartenente al Canada), lo stato di Washington, l’Oregon occidentale (già duramente colpito dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi) e buona parte della California, fino all’area di Los Angeles. L’avanzata della grande perturbazione, proveniente dal Pacifico, verso le aree costiere della West Coast è stata rallentata dall’azione di blocco esercitata dai rilievi della Catena Costiera e della Sierra Nevada in California che hanno determinato un notevole effetto “stau” alle intense e umide correnti occidentali, in genere da O-SO, che hanno accompagnato e seguito l’imponente fronte d’instabilità. Difatti l’aria oceanica, carica di vapore acqueo, incontrando i monti della Catena Costiera è stata costretta a salire verso l’alto, raffreddandosi notevolmente, al punto da favorire la formazione di estesi annuvolamenti che hanno dato la stura a persistenti precipitazioni, anche sotto forma di rovescio, su tutta la costa pacifica nord-americana, dalla British Columbia fino alla California. In alcune aree dello stato di Washington e dell’Oregon occidentale, maggiormente soggette allo “stau” dell’umida e intensa ventilazione proveniente dal Pacifico, le piogge sono risultate davvero abbondanti, tanto da creare degli allagamenti e l’ingrossamento di numerosi fiumi e corsi d’acqua, con importanti ondate di piena che sono state attentamente controllate dalle autorità locali.
La pioggia nella giornata di sabato 21 Gennaio ha bagnato pure le coste della California centro-meridionale, raggiungendo anche l’area di Los Angeles e la zona di Long Beach, dove si sono verificati pure dei locali rovesci. Se sulle coste è piovuto tanto in montagna è caduta tantissima neve fresca. Soprattutto lungo i versanti occidentali della Catena Costiera, meglio esposti alle umide masse d’aria in arrivo dall’oceano Pacifico. Sui rilievi della British Columbia e dello stato di Washington si contano accumuli molto consistenti, anche di oltre 2-3 metri di neve fresca che rendono molto alto il rischio valanghe. L’eccessivo deposito di neve ha costretto le autorità alla chiusura di importanti arterie montane. Ma tanta neve è caduta anche sui rilievi dello stato dell’Oregon, con accumuli di oltre 1-2 metri sulla parte settentrionale, vicino il confine con Washington. Intense nevicate hanno poi interessato, ma a quote decisamente più alte per l‘afflusso di aria piuttosto mite di origine oceanica, anche i monti della Sierra Nevada, in California, imbiancando per bene alcune località sciistiche californiane. Forti nevicate hanno colpito anche le montagne dell’isola di Vancouver, dove si sono verificate delle vere e proprie bufere di neve, rese ancora più intense dai forti venti occidentali che hanno sferzato il tratto di mare antistante la British Columbia.
Come previsto, oltre alle piogge e alle abbondanti nevicate sui rilievi della Catena Costiera e della Sierra Nevada, l’intensa circolazione depressionaria proveniente dal Pacifico settentrionale, ha portato con se venti molto forti che hanno spazzato le tante isole e le coste della British Columbia, stato di Washington e l’Oregon occidentale, con raffiche che hanno superato i 90-100 km/h sulle aree litoranee esposte, mentre sui passi montani si è andati ben oltre. I venti più violenti hanno sferzato alcune isole antistanti le coste della British Columbia, a nord del profondo minimo barico che è sceso sotto i 960 hpa, che sono state colpite in pieno dalle impetuose raffiche da E-SE discendenti dai monti della Catena Costiera settentrionale. Localmente, si sono prodotti dei veri e propri uragani, che hanno spirato con picchi di oltre i 130-140 km/h. Nella giornata di ieri, nell’isola di Solander, molto vicina al minimo barico, il fortissimo vento da E-SE ha toccato un picco estremo di ben 153 km/h, mentre il vento medio sostenuto ha sfiorato per poco la soglia dei 126 km/h. Valore notevole. Raffiche molto forti, sempre da E-SE, hanno battuto pure l’isola di Addenbroke e le altre limitrofe, con raffiche ad oltre i 100-120 km/h. Ma venti piuttosto intensi, ma più da SO e dai quadranti occidentali, visto il posizionamento del minimo barico davanti le coste della British Columbia, hanno investito anche le coste dello stato di Washington e l’Oregon. In alcune aree costiere i venti sono stati davvero molto forti, tanto da sollevare ingenti quantità di sabbia dalle spiagge verso le zone più interne. In alcune zone costiere dell’Oregon la sabbia sollevata dalle forti raffiche di vento ha coperto le porte d’ingresso di numerose abitazioni, creando non pochi problemi ai residenti.
Le burrasche si sono poi estese alle aree interne della California, del Nevada, fino all’Idaho, Montana e Utah, con raffiche particolarmente impetuose sui principali passi montani. In diverse contee le intense raffiche di vento hanno sradicato alberi e danneggiato i tetti di alcune abitazioni. Sulle coste della British Columbia, stato di Washington e Oregon si sono aggiunte pure intense mareggiate prodotte dalle forti burrasche, da O-SO e Ovest, che hanno imperversato in mare aperto. Onde alte anche più di 5-6 metri si sono abbattute lungo le scogliere e i litorali, specie fra la British Columbia e l’Oregon, rendendo proibitiva la navigazione costiera. I venti e le mareggiate andranno ad attenuarsi già oggi. Ma nella giornata di domani, l’approfondimento di un’altra profonda area ciclonica a sud del golfo d’Alaska, richiamerà forti venti da S-SO verso le coste dello stato di Washington e la British Columbia, dove è atteso un importante peggioramento, con piogge sulle coste e nevicate diffuse sulle montagne. Nel frattempo negli stati centrali si andrà ad approfondire una circolazione depressionaria che entro la prossima nottata si spingerà verso l’area dei grandi Laghi, tra Illinois e Iowa, dove si approfondirà ulteriormente, causando delle nevicate sparse su buona parte del MiddleWest, grazie al richiamo di aria fredda dal Canada centrale. Tra domani e mercoledi delle nevicate sparse sono attese anche in Canada, specie fra lo stato dell’Ontario e il Quebec.