Gli scarti alimentari, sottoprodotti agroindustriali, potranno essere utilizzati per produrre energia favorendo, cosi’, ulteriore reddito per gli agricoltori. Le agroenergie, infatti, possono portare anche all’ambiente un beneficio da 280 milioni di tonnellate in meno di CO2 nell’aria nei prossimi 10 anni e fino a 20 miliardi di euro di risparmio in termini di costi. Uno studio dell’Osservatorio Agroenergia focalizzato sui sottoprodotti agroindustriali, verra’ presentato nei prossimi giorni al BioEnergy Italy (Cremona, 15-17 marzo 2012) nel seminario Food Bioenergy realizzato in collaborazione con Aita (Associazione italiana tecnologia alimentare), Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari) ed Enea (Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo eco-sostenibile) dove si mettera’ in luce la possibilita’ di risparmio economico per le aziende agricole e l’industria agroalimentare illustrando alcune delle soluzioni piu’ interessanti per il comparto agricolo e industriale in tema di recupero degli scarti e recupero di calore dal processo di trasformazione degli stessi. ”Il rapporto tra produzione agricola ed energia e’ inscindibile Grazie all’agricoltura – dichiara Andrea Pannocchieschi, presidente di Agroenergia – e’ possibile presidiare il territorio tutelandolo dal disastro dell’abbandono, ottenendone di contro un’opportunita’ di investimento che non si puo’ ignorare”. ”L’opportunita’ di fare reddito e investimenti sulla propria terra e’ un vantaggio che il mondo agricolo ha saputo cogliere nella sua interezza affrontando spesso impegni finanziari pesanti. La terra sa essere molto versatile e premia chi la sa sfruttare bene. Pensiamo a quanti ettari di terreno incolti o abbandonati possono essere destinati alla produzione di coltivazioni da impiegare negli impianti di biogas”, aggiunge concludendo: ”Guardiamo alla Germania che e’ leader nel biogas e nel fotovoltaico e pensiamo all’Italia, che e’ costretta a importare l’85% dell’energia che consuma: il margine di intervento, come si vede, e’ considerevole”.
