Brilla una luce positiva sullo stato di salute del ‘cuore del Borneo’, un’incredibile distesa di 22 milioni di ettari di foreste pluviali nel Sud-Est asiatico, a cavallo degli altipiani di Brunei, Indonesia e Malesia, che conserva alcune delle ultime foreste vergini del pianeta. A dare la buona notizia e’ il Wwf. “E’ qui – ricorda l’associazione animalista in un rapporto pubblicato per commemorare il quinto anniversario della Dichiarazione ‘Cuore del Borneo’ – che nascono 14 dei 20 fiumi dell’isola che ospita 13 specie di primati, oltre 350 specie di uccelli, 150 di rettili e anfibi e circa 15 mila specie di piante ed e’ uno degli unici due luoghi del pianeta dove rinoceronti, elefanti e oranghi coesistono”. Il nuovo report del Wwf, realizzato in collaborazione con una vasta rappresentanza di specialisti e scienziati, analizza la salute ambientale dell’area attraverso piu’ di 50 indicatori e 13 obiettivi principali, che includono specie in via di estinzione e una selezione di ecosistemi come le foreste di pianura, montane e dei sistemi fluviali, a cui e’ stato dato un punteggio da molto buono, buono, sufficiente, povero. E cosi’, secondo il rapporto, il leopardo nebuloso, che puo’ godere ancora del 76% dei suoi habitat originari, si trova in uno stato di conservazione ‘buono’, e’ ‘sufficiente’ quello dell’elefante pigmeo del Borneo, di cui restano circa 1.000 individui viventi, e dell’orango, di cui si contano circa 0,61-0,48 esemplari al km2, mentre lo status attuale della popolazione del rinoceronte di Sumatra, di cui rimangono meno di 50 esemplari, e’ purtroppo ‘troppo scarno’, si legge nel rapporto.
La buona notizia in generale, precisa il Wwf, e’ che la maggior parte delle diverse tipologie forestali sono attualmente valutati come buono o molto buono. Cio’ e’ particolarmente importante per la foresta di pianura che e’ in serio pericolo in tutto il resto dell’isola del Borneo. E dato che la foresta della pianura e’ l’habitat ideale per l’elefante pigmeo, l’orango e il rinoceronte, il cuore del Borneo puo’ essere l’ultimo baluardo per la conservazione di questo tipo di foresta e delle sue specie se la comunita’ internazionale contribuisce alla sua conservazione. Ma non manca la cattiva notizia: “tutta l’area, cosi’ come accaduto all’isola vicina di Sumatra – denuncia l’associazione animalista – e’ seriamente minacciata dalla conversione industriale delle foresta naturale primarie in piantagioni per la produzione di olio di palma, polpa per la carta ed altre coltivazioni agricole, cosi’ come si e’ costretti a registrare un elevato processo di disboscamento illegale e tassi insostenibili di estrazione di legname prodotto legalmente, con scarsi controlli delle concessioni e del rispetto delle prescrizioni. La caccia, gli incendi boschivi, l’estrazione mineraria sono anche parte di questo problema e tra quelle principali minacce che il rapporto dichiara importante monitorare in futuro”. “Per la prima volta – sottolinea Massimiliano Rocco, responsabile specie e Traffic del Wwf Italia – la salute ambientale del Cuore del Borneo e’ stata valutata in maniera puntuale, utilizzando una serie di indicatori scientifici e parametri inconfutabili. I primi risultati ottenuti hanno indicato che l’area e’ attualmente ancora in buona salute e le nostre scelte potranno fare la differenza per tutelare alcune delle foreste tropicali del pianeta tra le piu’ ricche di biodiversita'”.
“Altrettanto importante e’ che – sottolinea ancora Rocco – per la prima volta i tre governi e le principali parti interessate disporranno di uno strumento inconfutabile, credibile e facile da usare per monitorare i progressi in termini di miglioramento o degrado di quegli ambienti e della messa in opera delle misure essenziali per l’area. Uno strumento di gestione – conclude – che puo’ essere utilizzato per migliorare il processo decisionale per l’uso sostenibile e la conservazione di questi ecosistemi unici al mondo”. Il Wwf, presentando questi risultati, vuole anche incoraggiare i tre governi del Borneo a utilizzare i dati di questo primo rapporto per aumentare nella comunita’ nazionale ed internazionale la consapevolezza degli alti valori di conservazione dell’area e quali siano le principali minacce alla sua sopravvivenza, rimarcando come queste foreste siano una di importanza cruciale per la biodiversita’ globale.
