di Francesco Barillà – A ormai un anno dalle pesanti precipitazioni che hanno reso completamente o parzialmente inagibili alcune arterie della provincia reggina, ecco come si presenta oggi la situazione del collegamento provinciale Villamesa-Pettogallico (tra il Comune di Calanna e la periferia nord di Reggio Calabria), e di quello caratterizzato dall’imponente fronte franoso che ha causato la chiusura della strada tra Calanna e la sua frazione più a valle Mulini, a due passi dalla Gallico-Gambarie.
Sulla Villamesa-Pettogallico i lavori sono fermi effettivamente da luglio 2011, quando la Provincia aveva provveduto a lavori di manutenzione ordinaria lungo tutto il tratto (consistenti nel semplice taglio dell’erba, senza la successiva rimozione). Ne avevamo parlato documentando con foto relative al tratto a monte di questa strada, in prossimità del centro abitato di Villamesa (gli operai stavano provvedendo proprio in quei giorni a diserbare il tratto più a valle fino a 200 metri dall’abitato di Pettogallico, dove termina la competenza della Provincia).
Per quanto riguarda invece il grosso fronte franoso a pochi metri dal centro abitato Mulini di Calanna, che di fatto ha tagliato il piccolo centro dal Comune di appartenenza, i lavori sono fermi con le quattro frecce. Avevamo pubblicato qui i dettagli sullo stato di avanzamento dei lavori a settembre 2011, nei giorni successivi la ditta incaricata ha provveduto a completare la sua parte di lavoro (con la liberazione della sede stradale da tutti i detriti) e poi nulla più. Probabilmente la carenza di fondi impedisce il proseguo delle attività, consistenti nella messa in sicurezza del tratto tramite l’uso di gabbioni di protezione. Progetti, appalti, attesa di fondi… per quanto ancora questa strada sarà chiusa al traffico? Per gli abitanti di Mulini anche il solo andare a messa è complicato, in quanto la Chiesa si trova alcune centinaia di metri sopra il fronte franoso! Le alternative ci sono, ma nessuna di esse costituisce una soluzione del problema: c’è il collegamento con Rosaniti (frazione di Calanna) che attraversa la fiumara e si congiunge con l’ultimo tratto realizzato della Gallico-Gambarie attraverso una stretta passerella, superata la quale si devono percorrere alcune centinaia di metri di sterrato davvero poco agevole per arrivare a Rosaniti, piccola frazione di Calanna dalla quale poter raggiungere la sede comunale. C’è l’alternativa del percorso allungato dall confinante Comune di Laganadi, che attraverso la stretta strada vicinale S. Giorgio e il tratto Calanna-Petile raggiunge Calanna. Ma anche lì la situazione è pessima: reti divelte al posto di guardrail (con “provvisori” cordoli in cemento a separare la sede stradale dalla scarpata), frane anche in curva non rimosse addirittura da settembre 2010. L’ultima alternativa è la meno rischiosa, ma per chi abita a Mulini (o a Gallico Superiore) dover salire a Calanna procedendo lungo l’altro versante, quello del Catona, attraversando di fatto Catona, Salice, Rosalì e Villamesa, oppure Catona-Arghillà-Rosalì-Villamesa, significa impiegare il triplo del tempo necessario!
Altra cosa pessima da segnalare è la mancanza di cartellonistica che indichi ai passanti i percorsi alternativi, che magari allo svincolo di Gallico possa indirizzare verso Catona. Visti i tempi lunghi per la risoluzione dei problemi in questi due importanti collegamenti con i centri collinari, sarebbe davvero il minimo sforzo da fare.
Ci auguriamo che non arrivino nuove piogge torrenziali a peggiorare la già critica situazione, che riguarda molti altri collegamenti viari soprattutto nella periferia nord di Reggio Calabria, e tra la stessa periferia e i Comuni limitrofi.
